Cannabis Terapeutica : Zero Killed, si può fare >* [ Era un Venerdì di inizio estate…]

Il telefono squilla intorno alle 11:45, è Venerdì. E’ il 24 Giugno del 22° Anno del III Millennio dopo Cristo. Fà caldo a Palermo, ed io ho dormito poco e male a causa della discopatia in L5/S1 con i suoi annessi e connessi.

Sul display compare il nome del chiamante, contemporaneamente Siri lo ripete a volume medio-alto ( come il mio dolore da lombo-sciatalgia) : ” Farmacia Galenica – Farmacia Galenica……”!

Il pollice corre a pigiare lo schermo : ” Pronto…”

Pronto, buongiorno è la Farmacia Galenica, volevamo dirle che la sua Preparazione è pronta. L’ASP ha dato il nulla osta al suo Piano Terapeutico e quindi può venire a ritirare dopo le 17,00“.

Va bene- rispondo [ mentre il mio nervo spinale inizia ad esultare e a provare gratitudine ] – ci vediamo alle 17,00. GRAZIE“.

Ecco- penso- questo è il momento. E’ il momento in cui i Diritti riconosciuti sulla carta di Leggi, Decreti, Linee Guida si tramutano in realtà. E’ uno di quei momenti in cui ciò che è stato pubblicato sulle pagine della Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana si manifesta, realizzando realtà nella vita di “un cittadino”.

Ma – nello stesso momento [ in sintonia con il mio nervo S1] – sento un enorme “GRAZIE” nascermi dentro. Perché mi rendo conto, io e ogni cellula del mio corpo, che dietro e a monte del momento di “realizzazione di Diritto di Cannabis” che io sto vivendo, c’è la vita di tutti quelli che hanno lottato ogni giorno della propria vita per questo Diritto; Quelli che lo hanno fatto nell’ombra, quelli che, spinti dalla verità del proprio corpo, lo hanno fatto in maniera eclatante, appassionata e irriducibile, e che non si sono arresi “mai”.

E… a tutti quelli che, persone, associazioni, pazienti, medici, sanitari, farmacisti, impiegati ASP, assessori e assessorati, INDIPENDENTEMENTE dal loro specifico interesse continuano a dedicare tempo ed energie alla piena attuazione di questo Diritto e che, nonostante le assurdità, i paradossi, le insufficienze e i limiti del Sistema Sanitario in cui operano, cercano ogni giorno di fare il proprio lavoro “nella maniera migliore possibile” : Grazie, continuate così, non siete soli!

Natural Born Healer

Ma, oltre che esprimere gratitudine;), sento che è giusto mettere questa mia personale esperienza, insieme a quella ben più vasta di 0nAir Magazine, a disposizione di chiunque necessiti di informazioni, chiarimenti, indicazioni e riferimenti circa le Leggi e Decreti che regolano, in Italia e in Sicilia, la prescrivibilità e l’erogabilità della Cannabis Terapeutica a carico del Sistema Sanitario Nazionale.  Potete scrivere già da adesso a : info@onairmagazine.it                         e comunque vi aggiornerò non appena ci sarà una mail dedicata.

Vi chiedo chiaramente di essere “pazienti”, considerando che l’iniziativa è gratuita, non necessita di alcuna iscrizione e affidata al tempo e all’energia del sottoscritto e di chi vorrà impegnarsi in prima persona.

Inoltre pubblicheremo a breve  su www.onairmagazine.it :   “STORIA DI UN PIANO TERAPEUTICO“. Uno Speciale dedicato al Percorso, step by step, di Cura con i Cannabinoidi a carico dello Stato. Dove, partendo da esperienze reali, verranno messe a fuoco tutte le criticità, le difficoltà, i passaggi e i meccanismi del sistema che attualmente regola i Piani Terapeutici a base di Cannabis terapeutica.

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A presto quindi , 

e ricordate :                                                                                                                       Zero Killed, si può fare.                                                                                                        O se volete :                                                                                                                       “0K, we Can…nabis>*

Esseì from Therapeutic [0nAir] Plan >*

 

 

OLTRE I VAGHI ED AMBIVALENTI ESITI, PER NULLA TECNICI, DEL TAVOLO MINISTERIALE SULLA CANNABIS TERAPEUTICA.

Abbiamo aspettato con trepida pazienza una qualche forma di chiarezza sugli esiti dell’incontro del 25/05/2022 al Ministero della Salute  tra alcune associazioni di Pazienti e il Sottosegretario Andrea Costa per il Tavolo Tecnico sulla Cannabis Terapeutica. Tavolo a cui invitati dall’Associazione CCS avevamo presentato alcune evidenti criticità italiane sulla Cannabis Terapeutica, che di seguito riportiamo per completezza di ragionamento:

“-Contributo alla Riflessione per il Lavori del Tavolo Tecnico Ministeriale sulla Cannabis Terapeutica-
Mi è stato chiesto dall’Associazione C.C.S. di fornire degli eventuali spunti di riflessione per la discussione sulle Politiche in tema di Cannabis Terapeutica che avverrà nel Tavolo Tecnico Ministeriale convocato in data 25/05/2022.
Basandomi sulla mia esperienza di Paziente in Cura con la Cannabis, sulla mia esperienza professionale di Psicologo e, non da meno, sul lavoro portato avanti da vari anni con 0nAir Magazine sui temi della Medicina del Sistema Endocannabinoide e più in generale del Diritto di Cannabis, per quello che possono valere, ho proposto all’attenzione del Tavolo Tecnico queste 3 considerazioni che riguardano:
1) L’Esigenza di Politiche Attive di Formazione sulla Medicina del S.E.C., di Integrazione Effettiva delle Conoscenze Medico-Scientifiche sui Cannabinoidi nel Sistema Sanitario Nazionale e Percorsi per “Convenzionare e Accreditare” maggiormente le preparazioni a base di Cannabis con il S.S.N.
L’attuale regolamentazione medico-sanitaria dei preparati magistrali a Base di Cannabis, e la relativa Legislazione speciale, ne fanno ancora oggi un “corpo estraneo” rispetto al Sistema Sanitario del nostro paese nel suo insieme, al suo corpo di procedure medico-sanitarie e persino rispetto ai protocolli clinici di quelle U.U.O.O. che trattano patologie, trattabili anche con Cannabis, per cui è pure previsto l’impiego di Farmaci (oppioidi, FANS, Anticonvulsivanti…) che pure sono soggetti ad una legislazione stringente;
I particolari criteri di erogabilità infatti ne limitano fortemente l’uso reale nelle nostre Unità Ospedaliere, riservandolo effettivamente alla cura di pazienti refrattari alle terapie convenzionali.
Questo fa si che solo come “ultima ratio terapeutica” sia possibile accedere a questa forma di terapia e spesso solo dopo avere sperimentato sulla propria pelle gli effetti collaterali e/o l’inefficacia delle Terapie Farmacologiche Convenzionali e Accreditate. Con grave aggravio di sofferenza per i pazienti e di spese per il Sistema Sanitario.
Occorre quindi riadeguare, aggiornandolo, il quadro nazionale legislativo di riferimento (Decreto Lorenzin), dando sicuramente seguito a quel criterio di aggiornamento biennale basato sul E.B.M.,
già presente nella normativa, e snellendolo e semplificandolo in modo da permettere il ricorso alle Terapie con la Cannabis, da parte delle U.U.O.O. del nostro paese, anche come prima e migliore scelta terapeutica in base al quadro clinico e non condizionata all’inefficacia delle Terapie Farmacologiche Convenzionali e recependo così gli indirizzi internazionali in questo senso;
2) La Necessità di Riequilibrare la disparità di trattamento tra le Regioni in Tema di Erogabilità delle Preparazioni a base di Cannabis.
Occorre una Azione Ministeriale, nell’ambito del quadro nazionale di riferimento, per rendere più omogeneo, pur nel rispetto delle autonomie regionali, il Recepimento delle Indicazioni a Carico del Servizio Sanitario Nazionale già previste dal DM 9 Novembre 2015.
Il semplice dato che ad oggi esistano alcune regioni che non lo hanno ancora recepito o che ne abbiano recepito le indicazioni ministeriali in maniera molto ridotta, è indicativo dell’urgenza di una azione in questo senso, che vada a “riparare” quel principio costituzionale di Eguaglianza e Parità di Trattamento che attualmente appare gravemente leso;
3) Il bisogno urgente di un Riadeguamento del Piano Nazionale di Approvvigionamento della Cannabis Terapeutica e l’avvio di Nuovi Progetti di Produzione di Cannabis Terapeutica, capaci di gestire la crescita della domanda, anche nella forma di Partenariato Sociale (vedi Modello Fondazione Daya in Cile).
La drammatica difficoltà di migliaia di pazienti a reperire la Terapia a base di Cannabis cui pur hanno diritto ripropone infatti la necessità di affiancare in tempi brevi al regime di Concessioni rivolto alle Aziende da parte dello Stato, un Sistema di Autorizzazioni alla Coltivazione per fini Terapeutici rivolto a Singoli Cittadini e alle Associazioni di Pazienti che legittimamente lo richiedano; solo così, in attesa di una riforma della L.309 del 1990, si può immaginare di porre rimedio, in tempi non biblici, alla carenza di disponibilità farmaceutica del prodotto nel territorio italiano e solo così si può dare senso immediato oltre che alla battaglia di diritto di tanti pazienti, anche, con tutto il rispetto, al lavoro e alla funzione di questo Tavolo Tecnico.
Cordiali Saluti e Buon Lavoro
Non ci aspettavamo certo svolte eclatanti e repentine rispetto alla gravità dei problemi in tema di politiche sanitarie sulla cannabis Terapeutica in Italia. Ma sinceramente speravamo si imboccasse la strada giusta, muovendosi in direzione di una presa di coscienza reale, da parte del Ministero, della sostanziale inefficacia della attuale regolamentazione sanitaria della cannabis terapeutica e dell’esigenza di dare impulso a nuove Politiche Sanitarie in Tema di Medicina del sistema Endocannabinoide.
E invece no, quello che è successo, o per meglio dire “non successo”, ci rimanda il senso di una delusione che va ben oltre l’ennesima occasione sprecata. Ci consegna qualcosa di più profondo: una disillusione definitiva sulle possibilità di ottenere, in tempi medi e con questi mezzi, una reale applicazione del Diritto di Cura con Cannabis Terapeutica.
La dinamica che ha visto coinvolte, da un lato del Tavolo, le Associazioni nella richiesta di Autorizzazione alla Coltivazione per fini terapeutici, e il Ministero, dall’altro lato, a fornire una specie di “nulla osta verbale”, ricorda troppo quella dei bambini che ottengono un mezzo permesso verbale dalla maestra per andare da soli a giocare in palestra dopo il compito…..
Nessuna assunzione di responsabilità da parte dell’istituzione. Tranne il ribadire che le procedure per la concessione di Licenze per la Produzione di Cannabis Terapeutica sono già in moto e saranno espletate a norma di Legge nei tempi dovuti.
Intanto però i Pazienti rimangono senza terapia. I bambini non fanno educazione fisica. Se non si fa tanto casino però ci si può arrangiare.
Le Associazioni, zitto tu e zitto io, possono anche coltivare per venire incontro alle esigenze dei propri associati e coprire in parte i vuoti del Sistema Sanitario Nazionale. Basta che non si sappia troppo in giro chiaramente……
E questo è quello che, poco più o molto meno, è avvenuto al Cavolo, ops scusate, Tavolo sulla Cannabis………
Oltre… c’è e rimane la necessità di una forma di controllo puntuale e  partecipato sulla reale attuazione della attuale normativa sulla Prescrivibilità ed Erogabilità della Cannabis Terapeutica in Italia. 
Che vada oltre appunto la logica dei Tavoli Ristretti più o meno tecnici e che si ispiri ad un diverso modello organizzativo/partecipativo; tipo Osservatorio Permanente* o Consulta Nazionale*.
Perchè il dato di realtà indica che, nonostante le leggi, i decreti, i riferimenti scientifici e le fonti accreditate, nonostante le riclassificazioni dell’OMS e le Prospettive Mediche in Medicina Umana, la Medicina del Sistema Endocannabinoide e la regolamentazione della Cannabis Terapeutica in Italia rimane, per troppi motivi, un corpo estraneo al più generale Sistema Sanitario.
Occorre quindi d’altro canto che le iniziative portate avanti per il Diritto di Cura con la Cannabis, siano il più possibile aperte, partecipate e rappresentative della diffusa e capillare condizione di discriminazione che è inerente ad ogni paziente in cura con Cannabis e che si avverte più pesantemente a seconda del contesto regionale in cui si vive. 
Natural Born Healer
Le azioni troppo parcellizzate infatti, nonostante l’impegno delle Associazioni e dando per scontata la buona fede di ognuno, producono risultati troppo ristretti, esiti ambivalenti, ottenimenti nulli. E soprattutto nessun reale avanzamento del Diritto dei Tanti Pazienti Italiani di Cannabis.
Tanto Fumo (per niente buono) e poca Cannabis Terapeutica.
Possono forse dare qualche personale illusoria sensazione di realizzazione per i diretti partecipanti, ma in genere sono “estasi” che durano poco. Niente a che vedere con il senso di soddisfazione profonda che viene dalla Consapevolezza di avere fatto avanzare, anche di un millimetro, la REALIZZAZIONE di un DIRITTO di TUTTI. >
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Esseì from 0nAir Island >*

Raccomandata via 0nAir con Ricevuta di Ritorno e Diffida Morale a Futura Memoria : sta arrivando >*

La Nostra Raccomandata via 0nAir con Ricevuta di Ritorno e Diffida Morale a Futura Memoria è partita >>*
Auguriamo Buon Lavoro a Tutti quelli che si occupano di Cannabis Terapeutica, Diritto alla Cura e Diritto di Cannabis nel nostro paese. Compreso il Tavolo Tecnico Ministeriale che si sta svolgendo a Roma.
E, a chi continua a lottare in vari modi per il Diritto di Autocoltivazione di Cannabis, diciamo solo : Hasta Sjempre >*
Potete scaricare il testo e personalizzare la vostra Raccomandata su:
http://www.onairmagazine.it/onair/raccomandata-a-r…egione-siciliana/
>>>> >>> 👆 <<< <<<<
Perché crediamo che l’Unione sia Forza, ma che Ognuno dovrebbe avere il Diritto, il Dovere e il Piacere, di Esprimere le Ragioni del proprio Diritto anche in Prima Persona>*
Rimanete attenti e consapevoli in vista di prossimi aggiornamenti. Perché ricordate: quando non ci sono più strade per tornare indietro, non resta che andare avanti >*
“Possano le tue scelte riflettere le tue speranze, non le tue paure” – Nelson Mandela

esseì x il Diritto di Cura >*

RACCOMANDATA A.R. CON DIFFIDA MORALE A FUTURA MEMORIA ALL’ ASSESSORE DELLA SALUTE DELLA REGIONE SICILIANA

Nelle scorse settimane, nel contesto della situazione critica, per non dire disastrosa, della Cannabis Terapeutica in Sicilia, ho avuto, come Paziente e come responsabile dell’attività di 0nAir Magazine, l’esigenza di ricercare e realizzare un canale di comunicazione il più possibile  diretto e senza mediazioni gerarchiche, burocratiche o politiche,  con le Istituzioni competenti, e nella fattispecie con l’Assessorato della Salute della Regione Siciliana e con l’Assessore Ruggero Razza. Un canale attraverso cui riportare i dati di realtà che emergono da una moltitudine di esperienze di cittadini siciliani in cura con la Cannabis

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Ho così condiviso il Testo di Questa Raccomandata con Ricevuta di Ritorno con i ragazzi di Cannabis Cura Sicilia, una delle maggiori Associazioni di Pazienti della nostra regione, che intende costituire un modo per porre all’attenzione del diretto interessato (l’assessore), le questioni urgenti che riguardano l’ambito del Decreto Regionale sui Farmaci Cannabinoidi che porta la sua firma e alcuni punti sui quali l’Assessore potrebbe agire immediatamente.

Vi Chiediamo, se vi riconoscete nei contenuti di questa comunicazione, che è anche una Diffida Morale a Futura Memoria, di condividerne il contenuto, di scaricarla , stamparla e inviarla all’Assessore nelle forme che preferite.

La nostra Raccomandata d’0nAir  partirà domani, 25/05/2022, che è anche il giorno in cui si terrà a Roma il Tavolo Tecnico Ministeriale sulla Cannabis Terapeutica >>*

RACCOMANDATA ESPRESSA CON RICEVUTA DI RITORNO ALL’ASSESSORE RUGGERO RAZZA
ASSESSORATO DELLA SALUTE REGIONE SICILIANA

Gentile Assessore,

Questa Raccomandata A/R le arriva da parte di tanti cittadini siciliani attualmente in cura con la Cannabis e con farmaci a base di Cannabis e da alcune Associazioni che li rappresentano.
Ci rivolgiamo a Lei in quanto Responsabile Istituzionale del Sistema Sanitario Regionale siciliano e firmatario del D.A. n.18 del 17-01-2020 sulle Preparazioni Magistrali a base di Cannabis per uso terapeutico / e Linee di Indirizzo di utilizzo e rimborsabilità a carico del S.S.R. in Regione Sicilia.
Le segnaliamo con questa nostra comunicazione che le disposizioni contenute nel Decreto da Lei emanato nel Gennaio del 2020 rimangono ad oggi largamente disattese, rischiando ogni giorno di più di tramutarsi in “lettera morta”.
Nello specifico, sulla base di molteplici esperienze dirette (anche documentabili),
denunciamo quanto segue :

1) La lentezza con cui dalle ASP del suo Assessorato vengono gestite le pratiche inerenti i Piani Terapeutici a carico del S.S.R. a base di Cannabinoidi, e quindi i “nulla osta” alle Farmacie Private Convenzionate per le preparazioni richieste con “ricetta rossa”, ha raggiunto livelli tali da essere pregiudizievole per l’efficacia terapeutica degli stessi, arrecando in alcuni casi danni e disagi, anche gravi, ai pazienti in cura;

2) Le Farmacie Ospedaliere scontano una cronica carenza di disponibilità di Cannabis a causa della mancanza di un Piano Regionale per i Farmaci Cannabinoidi con un adeguato piano di approvvigionamento in relazione a fondate previsioni di bisogno che evidentemente Lei non ha avuto cura di predisporre e implementare per tempo;

3) Le Convenzioni con le Farmacie Private sono ancora troppo limitate e mancano di Linee Guida di Concertazione tra ASP e Farmacie Convenzionate per ottimizzare il servizio di erogazione e ridurre al minimo arbitrii, ostacoli burocratici, difformità di trattamento e, in ultima analisi, disagi aggiuntivi per il paziente;

4) A due anni dall’entrata in vigore del “Suo” Decreto permane una diffusa ignoranza di Medici ed Operatori del Servizio Sanitario Regionale sulle nuove evidenze scientifiche sul Ruolo dei Cannabinoidi in Medicina Umana. Le Stesse Evidenze Mediche, peraltro, su cui è legittimamente fondato il “Suo” Decreto. E per questo appare ancora più grottesco e grave quando a manifestare tale impreparazione siano proprio, in alcuni casi, operatori di quelle Unità Ospedaliere del Servizio Regionale siciliano che, sempre per Suo Decreto, e in termini di Legge, sono responsabili della predisposizione dei Piani Terapeutici e della Cura dei Pazienti con la Medicina Cannabinoide;

5) L’ Elenco delle Patologie per cui il Suo Decreto [il cui riferimento scientifico è il criterio di Evidence Based Medicine aggiornato al 2015 ], riconosce l’utilizzo di preparazioni a base di Cannabis a carico del S.S.R., appare oggi troppo ristretto e, proprio secondo lo stesso principio di riferimento scientifico internazionale dell’ Evidence Based Medicine, andrebbe aggiornato e integrato alla luce di tutta quella mole di studi clinici ed osservazionali prodotti dal 2015 ad oggi, che indicano l’evidenza dell’efficacia terapeutica della Cannabis, per esempio, nel trattamento dell’ipertensione intraoculare nel glaucoma resistente alle terapie convenzionali (effetto ipotensivo), o nella Riduzione dei movimenti involontari nella Sindrome di Gilles de la Tourette, e che in altre regioni, come il Piemonte, il Veneto, Abruzzo, Basilicata, Campania, Lombardia, Trentino, Marche, Puglia, sono stati ampiamente recepiti.

Veda Assessore, sappiamo bene che il suo compito non è facile, sappiamo che il suo mandato volge al termine, e che in un futuro non lontano magari non ricoprirà più il ruolo che oggi ricopre e le politiche sanitarie sulla Cannabis Terapeutica non saranno più un problema suo. Ma a noi rimarrà il danno o il beneficio generato dal suo agire di oggi. Gli effetti di quello che Lei oggi potrebbe fare e non sta facendo. E lo ricorderemo per sempre perché si rifletterà sempre sul rapporto che abbiamo quotidianamente con il nostro corpo e con le sue sofferenze.

Sappiamo che a livello nazionale la possibilità che si arrivi a varare una nuova Legge sulla Cannabis sono molto ridotte. Viviamo in un Paese pronto a fare la guerra, ma incapace di adeguare per il bene della comunità le proprie politiche sociali e sanitarie. E sappiamo che anche le Sue promesse circa l’avvio di progetti (anche sperimentali) per la produzione di Cannabis Terapeutica in Sicilia, sono destinate a rimanere appunto tali: belle promesse.
Perché noi siciliani siamo sempre stati promotori di innovazione ma è da tempo che i nostri rappresentanti politici non ci provano nemmeno.
E, nonostante abbiamo guardato con interesse al recente Bando dell’Assessorato all’Agricoltura della nostra regione per una Consultazione Preliminare di Mercato per l’Avvio di un Progetto innovativo per la Fornitura di Cannabis Terapeutica, sappiamo che difficilmente nei mesi a venire sarà possibile, guardando alle priorità politiche dell’esecutivo regionale di cui Lei fa parte, aspettarsi azioni che possano migliorare concretamente e sensibilmente la condizione di disagio che viviamo, ogni giorno, come pazienti di Cannabis.

Ma sappiamo anche benissimo che quello che oggi le chiediamo, in onore e dignità di coerenza, rientra ampiamente nelle Sue immediate possibilità operative ed è ciò che abbiamo inteso essere tra le Sue priorità di servizio. Ed è qualcosa che Lei può fare subito, nell’immediato, alleviando almeno in piccola parte, il disagio e la sofferenza che subiscono tanti siciliani.

Nell’ordine e nello specifico le chiediamo quindi quanto segue:

a) Alzi il telefono Assessore, e chiami i suoi Dirigenti!
Metta mano alla penna e si dia cura di predisporre adeguate Circolari di Servizio!
Attenzioni gli impiegati sul problema.
Faccia loro presente che ogni ritardo, ogni lungaggine burocratica aggiunta, ogni tempo morto nel flusso di lavoro relativo ad un Piano Terapeutico ed ai relativi nullaosta, equivalgono a sofferenze aggiuntive a carico di persone che vivono l’incertezza del Diritto alla Cura, che invece andrebbe sempre rispettato, indipendentemente dai limiti del sistema.

b) Si impegni con la stessa determinazione e con le opportune iniziative affinché gli operatori delle Unità Ospedaliere del Servizio Regionale siciliano vengano adeguatamente formati sui Farmaci Cannabinoidi e sulla Medicina del Sistema Endo-Cannabinoide, visto che gli stessi, per Suo Decreto, sono responsabili della predisposizione dei Piani Terapeutici.

c) In ultimo, consapevoli che il suo mandato volge al termine e che il tempo stringe, le chiediamo di convocare urgentemente un tavolo tecnico per adeguare il suo Decreto sulla Cannabis, estendendo l’ambito di utilizzo delle preparazioni a carico del S.S.R alle patologie che attualmente rimangono fuori dalla rimborsabilità (vedi punto 5) in piena discrasia rispetto ad altre regioni e di estendere agli specialisti delle relative Unità Ospedaliere siciliane la possibilità di prescrizione di Piani Terapeutici con preparati a base di Cannabis.

Consideri questa nostra Raccomandata una vera e propria Diffida Morale a Futura Memoria. Inoltrata da noi primi sottoscrittori a Suo indirizzo e rafforzata da tutti i cittadini siciliani che vorranno sottoscriverla anche dopo che le sarà stata recapitata e dopo che il suo contenuto verrà pubblicamente condiviso. Una Diffida Permanente ad agire con coerenza e tempestività nella tutela dei Diritti dei pazienti siciliani.

Perché fra qualche mese forse lei non sarà più Assessore alla Salute, ma c’è ancora tempo di dare valore a ciò che è stato fatto, di dare un senso a questo Decreto del 2020 che, in fondo, è anche un po’ nostro, frutto dell’impegno e del coraggio di alcuni e della forza di molti.
DI chi ostinatamente ne faceva uso terapeutico anche quando il mondo urlava che era solo droga. Un Decreto che, come una buona pianta Cannabis, potrà generare frutti, o meglio “fiori” anche quando Lei non sarà più Assessore e che sicuramente sarà la base da cui ripartire per ottenere un Diritto che oggi mentre le scriviamo è ancora sostanzialmente negato.

In Attesa di Risposta e di Riscontro Le auguriamo Buona Giornata Assessore e…Buon Lavoro.

Seguono Firme>


 

Penso che l’unione sia forza, ma che ognuno dovrebbe avere il Diritto, il Dovere e il Piacere di esporre le Ragioni del proprio Diritto in prima persona >*

esseì , postino d’0nAir >*

2022-Odissea nel Diritto: / Sulla Prescrivibilità della Cannabis Terapeutica in Italia tra dissonanze Cognitive, Distopie Sanitarie e Discronie Costituzionali –

E’ cosi: da una parte ci sono le Leggi (che una volta erano persino all’avanguardia), ci sono decenni di evidenze scientifiche, di studi clinici e osservazionali, c’è la conoscenza neurobiologica che, a partire dal sistema endocannabinoide e dal ruolo della Cannabis ha generato nuove prospettive in medicina umana e veterinaria che in altri paesi vengono da tempo praticate.

Natural Born Healer

Dall’altra c’è quel campo di realtà che ancora oggi in Italia, e specialmente in Sicilia,  segna l’ambito della Medicina del Sistema Endocannabinoide e soprattutto le procedure di prescrivibilità delle preparazioni a base di Cannabis.

E’ un campo di realtà, lo sanno bene i tanti pazienti cannabici e chiunque sia un minimo attento alla problematica, attraversato dallo STIGMA della DROGA e dall’introiezione, anche inconsapevole, degli ASSUNTI  di BASE dell’ideologia proibizionista. Ed un ambito caratterizzato da profonde differenze tra Regione e Regione, nonostante la presenza di una Legge nazionale.

Quasi un secolo di oscurantismo in medicina, sulla ricerca dei meccanismi di azione della cannabis e sulle funzioni neuro-biogiche dei cannabinoidi, ha prodotto in effetti delle conseguenze che arrivano ogni giorno sino a noi, generando bolle di realtà in cui è difficile ritrovare quell’evoluzione scientifica e medica che d’altra parte, si è compiuta.

Persino nelle U.U. O.O. del nostro grande e variegato Sistema Sanitario Nazionale, le stesse che potrebbero e dovrebbero prescriverla nel Trattamento del Dolore e di tutti quei disturbi e patologie per cui la Legge (quella che in teoria c’è) ne prevede l’impiego, può capitare ( e chi scrive, scrive per esperienza personale) di respirare un clima da “ospedale militare” del secolo scorso

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Un clima da “istituzione totale”, come totalitarista è l’ideologia proibizionista che la attraversa. Dove il rigido rispetto che si deve al “protocollo” ed alla “procedura” viene per definizione prima al rispetto dovuto alla persona ed alla cura della stessa.

E qui veniamo alla Dissonanza Cognitiva: si prova effettivamente una strana sensazione, come un blocco del pensiero che si paralizza di fronte ad una forza sovrastante, nel vedere la Cannabis Farmaceutica trattata quasi come fosse una sostanza letale o radioattiva(?) !

Proprio da chi dovrebbe conoscerne natura biologica – molecolare, principi attivi e meccanismi di azione a livello neuro-cellulare.

E fa ancora più impressione se, magari, da anni ci si cura con le infiorescenze di quest’erba e , magari, nel corso di questi anni ci si è tenuti aggiornati sul tema. Si diventa Pazienti Scomodi e il clima Distopico può arrivare a quel punto a farti sentire in una caserma invece che in un unità ospedaliera di Terapia del Dolore. L’esperienza del Paziente non conta niente, e così l’esperienza che il paziente ha del proprio corpo e della propria sofferenza. Anzi su di lui incombe il pregiudizio dell’inattendibilità e della colpevolezza: il reato che segretamente gli viene ascritto  è quello di desiderare una terapia a cui non ha diritto sino a prova contraria di assoluta necessità, con tanto di certificazioni e marche da bollo , o costosi passaggi da Specialisti in Carriera con tanto di Studio Griffato.

Poco importa se quella terapia tanto desiderata è priva di effetti collaterali e ricca di effetti neuro-rigenerativi e protettivi. Il pregiudizio di colpevolezza sul Paziente che desidera curarsi con la Cannabis è ancora troppo diffuso nel nostro sistema sanitario e sociale : se ambisci ad un Piano Terapeutico a carico del Sistema Sanitario, potenzialmente sei colpevole di richiederlo senza averne diritto. Peggio del Reddito di Cittadinanza.

La quantità di burocrazia, regalo del Decreto Lorenzin,  prevarica qualsiasi reale libertà di scelta della migliore opzione terapeutica, rendendo “quasi” impraticabile quel Diritto alla Cura che in teoria la Legge riconosce. Mentre per assurdo a questi criteri restrittivi sulla Cannabis Terapeutica si accoppia una leggerezza nella prescrizione varie categorie di farmaci i cui principi attivi hanno innumerevoli effetti collaterali alcuni dei quali letali. Sulla strada per un Piano Terapeutico con la Cannabis troverete infatti innumerevoli prescrizioni preliminari di OPPIOIDI, ANTINFIAMMATORI NON STEROIDEI, ANTIDEPRESSIVI, ANESTETICI, CORTISONICI, ANTICONVULSIVANTI.

Medicinali che per quanto soggetti in alcuni casi ad una stringente legislazione, e per quanto contenenti Principi Attivi tristemente noti per gli effetti collaterali

e per la dipendenza che possono creare, vengono dispensati al “colpevole” paziente fino ad avere l’eventuale prova inconfutabile dell’assoluta necessità della Cannabis e della mancanza di una valida alternativa terapeutica. 

Funziona così. E se superi tutte queste prove, se dimostri inconfutabilmente la tua “innocenza” , carte alla mano ed effetti collaterali sulla pelle, allora ci riuscirai.

Avrai la tua Terapia, il tuo Piano Terapeutico e per qualche mese, disponibilità di prodotto permettendo, dovresti stare tranquillo, come una specie di ritorno all’equilibrio, un temporaneo ritorno al proprio tempo ed alla propria casa. Perché ci si sente fuori dal tempo e senza tetto quando manca la cura che il nostro corpo riconosce come efficace.

Ma non c’è da illudersi, l’odissea non sarà finita. Nemmeno allora. Ci sarà ancora da attraversare quel mare che ci separa dalla sponda del Diritto dal quale la Cannabis, tutta senza distinzioni, è stata separata nel 1990 con la Legge 309.

Ci sarà da raggiungere l’obiettivo di una Nuova Legge sulla Cannabis,  che metta insieme il Diritto Universale di Autocoltivazione con il Diritto alla Cura dei pazienti. Ci sarà da investire milioni nell’economia liberata di questa pianta invece che sperperare risorse in deliranti Lotte alla Droga. Perché la Cannabis è la prima e più potente arma contro il mercato criminale delle droghe e contro l’uso di sostanze stupefacenti letali. Basterebbe legalizzarla. Ci sarà da ricucire le ragioni spezzate della Canapa Industriale e di quella con il THC. Ci sarà da dare la possibilità alle associazioni di consumatori di cannabis di potersi organizzare in forme di coltivazioni collettive. Ci sarà da fare questo e molto altro prima di potere approdare su un terreno sicuro e nuovo per il Diritto di Cannabis in Italia. E, solo allora, forse, potremo sentire, noi che amiamo questa pianta,  di tornare ognuno nella propria liberata isola di benessere, come in un grande arcipelago dove il tempo può tornare a scorrere senza blocchi e oppressioni. Come ITACA liberata dai Proci.

Esseì dall’Isola che non c’era >*

 

 

 

 

 

 

Sistema Endo Cannabinoide

CANNABIS 2022 : da Cura Impossibile a Terapia Virtuale con Gravi Effetti Collaterali Sociali(almeno in Sicilia)

Le Evidenze Scientifiche sono lampanti.

Certo è che ad oggi in Italia la possibilità di curarsi legalmente con la Cannabis e di trattare il dolore con i principi attivi di questa pianta è, se non inesistente, quantomeno sostanzialmente virtuale.

Lo sanno bene i tanti che c’hanno provato e che ci provano con le cosidette “ricette bianche”, prescrizioni mediche a proprio carico che il più delle volte si scontrano con la carenza di prodotto nelle farmacie e con la difficoltà quindi di garantirsi la fondamentale “continuità terapeutica”, oltre che con i costi esorbitanti dell’approvvigionamento e con i pregiudizi e la disconoscenza della natura dei Cannabinoidi anche nell’ambiente medico-sanitario dei cosiddetti “addetti ai lavori”.

Così come lo sanno benissimo i pochissimi pazienti con Piano Terapeutico a carico del SSN e con la cosidetta, ambitissima, “ricetta rossa”.

Quelli che il più delle volte hanno dovuto affrontare odissee personali per il riconoscimento del proprio Diritto a questa Cura. Sfidando oltre che gli stereotipi, i pregiudizi e l’ignoranza di cui sopra, anche la resistenza diffusa del Sistema Sanitario.

Persone che hanno affrontato e affrontano sulla propria pelle la sofferenza della privazione della propria migliore Terapia e che sono state costrette quasi ad esibire, in barba ad ogni criterio di PRIVACY, le proprie patologie e gli effetti collaterali devastanti delle opzioni terapeutiche precedentemente sperimentate e gentilmente offerte dal SSN, prima di vedersi riconosciuto l’elementare Diritto alla Scelta della Cura che è virtualmente sancito dal nostro ordinamento.

Si, perché nonostante l’impegno lodevole di attivisti e di qualche associazione (alcune anche a “conduzione familiare” perché nate appunto da una storia individuale) la realtà generale rimane quella di un sistema medico-farmacologico del secolo precedente.

 

Natural Born Healer

Centrato per esempio sull’uso massivo di oppiacei nella Terapia del Dolore, i cui effetti “secondari” sono tristemente noti alla comunità scientifica internazionale (tanto che negli Stati Uniti il loro uso, anche di quelli di “nuova generazione”, è stato fortemente stigmatizzato per le terribili conseguenze sociali), e assolutamente dis-in-formato sulle evidenze scientifiche (neuro-biologiche) sul ruolo degli endocannabinoidi e dei derivati della Cannabis nella modulazione e nel controllo del dolore ( neuropatico, oncologico,osteoarticolare).

Segnato ancora diffusamente dal pregiudizio ideologico proibizionista a tal punto da avere sviluppato una sorta di grottesca e oscura forma di “obiezione di coscienza” sulla Cannabis Terapeutica !!

Capita cosi, anche nelle Unita Operative Ospedaliere di Terapia del Dolore di imbattersi in medici che pur conoscendo in teoria gli aggiornamenti scientifici di settore, hanno difficoltà a percorrere la via terapeutica e la clinica dei Cannabinoidi; come se avessero introiettato a tal punto l’”oggetto persecutorio proibizionista” a tal punto da non riuscire a concepire la natura stessa delle evidenze neurobiologiche sulla cannabis.

Eppure sempre più studi internazionali sul trattamento del dolore indicano l’opportunità di ricorrere alla Cannabis addirittura come prima scelta terapeutica. Proprio per l’assenza di effetti collaterali velenosi come quelli derivati dagli oppiacei.

 

Mentre qui in Sicilia l’oppiaceo scorre ancora a fiumi. Perché curare il proprio dolore con il Depalgos, o con il Targyn, più o meno alla lunga sicuramente ti devasta, però magari non hai effetti collaterali sociali e anche per il Medico è tutto più facile. Ti portano a casa il farmaco, paghi il ticket, pochi euro anche per i non esenti, ed il gioco è fatto. E milioni di confezioni di oppiacei continuano ad essere dispensate a milioni di cittadini, per la felicità di informatori scientifici e case farmaceutiche.

La Cannabis Terapeutica invece può veramente migliorarti la vita. E, se hai patologie di un certo tipo, può contribuire a migliorare sensibilmente il tuo quadro clinico senza alcun effetto collaterale negativo ai danni di altre parti o funzioni del tuo organismo.

Non è un caso che i “bugiardini” degli oppiacei contengono chilometri di controindicazioni, interazioni pericolose, effetti collaterali ed effetti paradosso; mentre sulla Cannabis, anche nelle Linnee Guida di Somministrazione del SSN,  esiste solo qualche precisa precauzione d’uso senza peraltro che sia presente in nessun caso un rischio di reazione avversa letale. Questo perché oggi sono universalmente noti i meccanismi di smaltimento del THC e la sua natura neurobiologica non tossica, non velenosa, ma protettiva.

Avere legalmente accesso ad una Terapia a base di Cannabis però è tutta un’altra storia. E’ anche quella una scelta che può cambiare la tua vita, ma in peggio. Può costringerti ad affrontare il peso di un micidiale meccanismo istituzionale di negazione e di impedimento, con il carico del giudizio sociale, dei meccanismi di etichettatura, di esclusione, di marginalizazione.

Gli Effetti Secondari Sociali dell’Uso Terapeutico della Cannabis quindi sono ancora pesantissimi ed in alcuni casi debilitanti per l’individuo.

Il senso di frustrazione induce uno stato di prostrazione che spesso, insieme alla carenza di terapia, porta a forme di dipendenza complesse, all’abbandono della cura, o a rivolgersi al mercato nero, con buona pace del…Legislatore.

Certo, per fortuna, la Natura è provvida. Ed esisterebbe la possibilità di auto-coltivarla la propria cura, quella si reale, naturale e non-virtuale.

Però, a parte l’impegno di vita, la competenza e la dedizione che questo comporterebbe e che non tutti potrebbero permettersi, ecco che il Legislatore, lo stesso che si arrende al fatto che il Diritto di Cura da egli stesso sancito rimane inapplicato, potrebbe presentarsi e avere qualcosa da ridire; rendendo quegli “effetti collaterali sociali” dell’uso terapeutico della cannabis di cui sopra ancora più pesanti se non letali (denunce, procedimenti penali ecc.).

 

 

 

 

 

Forse andrebbe scritto proprio questo in un ipotetico e futuribile “bugiardino” sulla Cannabis Terapeutica in Sicilia?! >>Potrebbe essere un’idea per migliorare la conoscenza generale della materia oltre che dei pazienti anche degli operatori del settore : Ministri, Assessori, Direttori Sanitari, Dirigenti ed Impiegati d’Area, Medici, Psicologi, Farmacisti, Operatori Sanitari; nonché a tutti gli Operatori delle Forze dell’Ordine di ogni ordine e grado.

Intanto però magari sarebbe un idea ancora migliore rendere diffusamente operativa nella nostra regione un minimo di formazione di base sulle “nuove”, si fa per dire, prospettive su Sistema Endo-Cannabinoide e Cannabis Terapeutica in Medicina Umana, almeno nelle Unità Ospedaliere di Neurologia, Anestesiologia, Terapia del Dolore …

In modo da rendere un po’ meno virtuale o meglio olografico il contenuto di quel Decreto n.18 del 17-01-2020 della Regione Sicilia sulla Cannabis Terapeutica.

 

Andiamo Assessore, in fondo non rimane più tanto tempo. Altrimenti poi non rimarranno che gli oppiacei.

 

esseì from 0nAir Planet >*

 

“NON FATTA LA LEGGE: prolungato l’inganno”. L’ombra lunga della L.309/90 >*

L’ombra lunga della 309/90

Fatta la legge, trovato l’inganno“: è il principio ancestrale che attraversa la storia di ogni ordinamento giuridico dall’origine delle prime forme sociali ad oggi.

E, in effetti, quando nel 1990 venne promulgata la Legge n.309, meglio nota come “Vassalli-Iervolino”, l’inganno si palesò in tutta la sua portata a molti. Specialmente a chi si occupava di Diritto Civile, Penale, Costituzionale.

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Una prima parte dell’inganno consisteva nell’introdurre nel nostro Ordinamento elementi “pre-moderni” di Legge Morale.

Il Consumatore di Sostanze Vietate viene perseguito non in quanto produce un danno altrui, o a limite a se stesso, ma proprio in quanto Consumatore di una Sostanza dichiarata ILLEGALE e quindi Vietata. Punto.

.L’introduzione di questo dispositivo medievale nel nostro ordinamento seguiva la deriva della Convenzione Internazionale sugli Stupefacenti del 1988, svolta a Vienna, in cui si dichiarava la filosofia della “Tolleranza Zero” nei confronti dei semplici consumatori, senza distinzione di sostanze, nel quadro della strategia di Guerra Totale alla Droga  orchestrata dagli Stati Uniti d’America. >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>> Fù quello il vero punto di inizio della Micidiale Industria Italiana dei Tossicodipendenti. L’ inaugurazione del Lucroso Mercato dei Consumatori. Quello capace anche di trasformare, attraverso l’equiparazione della Cannabis alle Droghe Pesanti, milioni di innocui cittadini consumatori d’Erba, in MERCE super-redditizia per gli affari delle lobby ed i gruppi di interesse legati alla gestione dei percorsi di disintossicazione, di trattamento, di riabilitazione del tossico nelle Comunità Terapeutiche e nei Centri di Recupero.

Uno dei cardini della 309 infatti, è contenuto negli artt. 72 3°comma e 72-quinquies, e prevede per il consumatore/imputato la “facoltà di chiedere la sospensione del procedimento ove si sottoponga volontariamente al programma terapeutico e socio-riabilitativo previsto dall’art. 97” della stessa legge.

Secondo i medesimi articoli Prefetto e Giudice possono revocare la sospensione del procedimento nel momento in cui abbiano notizia che l’imputato/tossicodipendente abbia interrotto il programma …”ovvero mantenga un comportamento incompatibile con la sua corretta esecuzione”.

La coercizione e il ricatto. Tutto, pur di avviare ogni libero consumatore di un Erba Benefica alla Fabbrica della Tossico-Dipendenza.

E, in buona sostanza, il passaggio dalla Legge 685 del 1975, quella di Pannella per intenderci, che definiva il Consumo Personale come Azione Privata ( e quindi non perseguibile), alla “Vassalli/Iervolino” con tutto il suo impianto impositivo, ideologico e persecutorio, è stato paragonabile ad una transizione militare da uno stato di relativa libertà democratica ( in cui vige una relativa libertà di opinione e di espressione) ad un regime totalitario che si impone con l’uso della forza e dei mezzi più coercitivi: censura, liste di proscrizione, campi di concentramento.

DA QUEL MOMENTO … lunghi anni di imposizione di un modello ideologico e chiuso e la “fissazione” di un idea coercitoria e morale di “salute” sono stati interrotti solo da alcuni momenti, sprazzi di Diritto Moderno nel tempo bloccato del Testo Unico sugli Stupefacenti. Come l’abrogazione dell’odiosa “Fini-Giovanardi” e qulche sentenza assolutoria  della Cassazione sull’AutoColtivazione di un limitato numero di piante di Cannabis.

Per il resto… persino quando l’indirizzo delle Convenzioni Internazionali mutava, sia in tema di Strategie di contrasto, sia in tema di classificazione del THC (unico cannabinoide vietato), l’INGANNO della 309 e le sue varie mostruosità giuridiche hanno continuato a determinare in maniera spietata i suoi effetti letali. Sul nostro ordinamento, sulla situazione delle nostre carceri, su un reale contrasto alle Narco-Mafie, sulla salute di centinaia di migliaia di cittadini e sulle potenzialità economiche e sociali di una coltura e di una pianta che potrebbe generare una formidabile Filiera Produttiva.

Persino oggi, nel 2022, mentre la nostra  società e la nostra umanità sono sferzate da Pandemie e Conflitti Bellici tra Regimi, si riverbera e cala l’ombra densa e pesante di quell’inganno ( o di quella “Montagna di Inganno” compiuto 32 anni addietro ai danni del Diritto di tutti noi.

Come nei giudizi di ammissibilità sul Referendum sulla Cannabis      ( il Primo Referendum Autofiorente della Storia Italiana!!!) della Corte Costituzionale  che ha fatto a pezzi quell’esercizio straordinario di Democrazia che era stato la raccolta di 700.000 firme in pochissimo tempo, con le dichiarazioni rappresentate dal suo Presidente che è apparso più a suo agio con la realtà giuridica e normativa del secolo scorso. Secolo in cui fù anche Presidente del Consiglio negli anni d’oro, o se preferite “verdi”,  della 309 e del suo “grande inganno”.

Quello che, legislatura dopo legislatura, viene perpetrato ai nostri danni da ogni Governo e da ogni  Parlamento non in grado di produrre una #nuovaleggesullacannabis 

ESSEI’ contro gli inganni del Potere >*

 

 

 

 

 

 

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