#re-EstateAcasa (e d’Inverno mettete la Mascherina Pesante)>*

#re-estateAcasa >* (& d’inverno mettete la Mascherina* Pesante) >*

-Il Sistema è senza Maschera e il Pensiero può fare Miracoli-

 

 

 

Non esistono più le mezze stagioni.

Anzi, a dirla tutta, non esistono più nemmeno le stagioni, perché con il sole o con la pioggia il clima è sempre lo stesso.
Questo è quello che accade al tempo della prima pandemia del III millennio e del nuovo ordine planetario che questa sta producendo.
Un solo Clima, una sola Stagione.
Omologazione.
L’atmosfera umana mondiale è attraversata dalle stesse  insidiose correnti dettate dall’Emergenza Virus, da nord a sud, ad ovest passando per l’est. I venti della paura, del pregiudizio, del sospetto per l’altro, delle verità per sentito dire, soffiano l’offuscamento, come dei monsoni perenni, nelle menti e nelle coscienze di milioni di persone.
La paranoia prende il sopravvento, l’ossessione e la maniacalita’, le danno man forte, e la vecchia e buona rimozione e sua sorella, la negazione, sono pur sempre pronte a fornire una rapida alternativa a terrapiattisti inconsapevoli e cazzanculisti militanti.
Impossibile respirare a pieni polmoni in una siffatta atmosfera. Difficile pensare a pieni neuroni. Veramente arduo sviluppare conoscenza reale del problema e reale consapevolezza.
La circolazione delle informazioni ricorda il traffico impazzito di certe megalopoli, dove gli ingorghi più infernali sono però prodotti da pezzi di verità incidentati, rottami di senso non più utilizzabili, trainati dalle enormi file dei carroattrezzi  del mainstream di regime.
Una pena quotidiana. Non si scorre, non si fluisce più.
La coscienza collettiva è bloccata. Anzi peggio, è in ostaggio, ormai da 9 mesi, di un Virus(?) e, ancora di più, di tutta quella rete di dispositivi e diramazioni di azioni che dovrebbero contrastare l’epidemia ma che in alcuni casi, come è stato dimostrato, hanno rappresentato soluzioni peggiorative del problema.
“Un Dio è morto – recitava una poesia tramandatami dal mio professore di Filosofia del Liceo-
un altro è nato.
La verità non venne né se ne andò.
Mutò l’errore”.
Ed è da qualche tempo che ci penso (non so chi sia l’autore, non lo ricordo, ma ho sempre avuto il sospetto che l’avesse inventata lui, il grande Bentivegna, il mio proff di Filosofia), solo che mi viene in mente in maniera diversa:
“un Virus è morto…….
(ma si, si supererà anche questa….)
un altro è nato….
(è evidente che i virus si evolvono, tra l’altro hanno qualche miliardo di anni più di noi,…..)
la Salute non venne né se ne andò
(per fortuna…)
mutò la cura………”
quindi, stiamo attenti, o , se preferite stiamo “accura”, curiamoci di noi, di quel che sappiamo o pensiamo di sapere. Di quel che ci dicono e di cosa pensano quelli che certe cose ci dicono. O per lo meno di cosa noi pensiamo che essi pensino……..
E se pensate che così ci sia il rischio di pensare troppo, rassicuratevi: il pensiero, se è vero pensiero, è come tutte le cose buone, che più c’è n’è, meglio è.
E previene malattia&contagio ancora meglio che restare a casa o usare la mascherina pesante. E certe volte può fare Miracoli.
esseí
from 0nAir Planet

 



 

La Prescrizione diFarmaci Cannabinoidi a carico della Regione in Sicilia : cosa succede se invece dell’Erba arriva solo tanto fumo (negli occhi della gente)…..

Se invece dell’Erba, arriva solo tanto fumo (negli occhi della gente)….

 

Avevamo salutato con interesse e positività la notizia di un nuovo decreto dell’Assessore Regionale siciliano alla Sanità, Ruggiero Razza, in materia di prescrivibilità di Farmaci Cannabinoidi a carico del Sistema Sanitario Regionale.

Intanto perché dopo quasi sei anni dagli ultimi interventi in materia (vedi Delibera numero 83 del 26 Marzo 2014 dell’allora Assessore Lucia Borsellino ), l’esigenza di rispondere alla aumentata domanda di terapie a base di Cannabis era non rinviabile. E in secondo luogo perché questo Decreto è stato presentato come il prodotto finale del lungo Tavolo Tecnico, istituito proprio dall’Assessore Ruggero Razza nel 2018, che doveva individuare e tracciare le linee guida per la somministrazione di Farmaci Galenici a base di Cannabis per alcune Patologie.

E, per la verità, pur avendo sempre nutrito numerose riserve (più di quelle che affollano la panchina dell’Inter!, per intenderci:) sulla natura e sull’utilità reale di questo tavolo, abbiamo salutato con un certo piacere civico il fatto che avesse prodotto qualcosa.  Quel qualcosa però, ad una nemmeno troppo attenta lettura, ci ha subito fatto venire le lacrime agli occhi.

E non per l’emozione, nessuna commozione. E’ solo l’enorme coltre di fumo(non-Buono) che ti aggredisce subito,  non appena inizi a leggere ……….

Intanto una considerazione generale: l’impostazione complessiva del Decreto appare segnata più dall’esigenza della Politica di “mettere una pezza” al problema dei malati, che non  dal bisogno reale di porre le basi per una acquisizione di conoscenza da parte del Sistema Sanitario Regionale sulla realtà scientifica del Sistema EndoCannabinoide Umano, in grado di produrre, coerentemente,  una regolamentazione regionale evoluta sulle Cure a Base di Cannabinoidi. 

Tralasciando il fatto che non c’è nemmeno l’ombra di un rimando “critico” alla inadeguatezza e alle strettoie della 309/90 , cioè la Legge che vieta il consumo e il possesso di Cannabis, emerge che non c’è stato nessun serio lavoro di raccolta dei dati epidemiologici,  delle fonti scientifiche  più recenti e nessun riferimento a modelli sanitari più evoluti.

Ciò si evince già dalla Definizione degli Ambiti Terapeutici fissati nel decreto e dai riferimenti normativi e ministeriali citati per definire gli attuali criteri di prescrivibilità: primo fra tutti il Decreto del 9 Novembre 2015 con il quale il Ministero della Salute, e l’allora ministro Lorenzin, provvedeva a disciplinare le modalità per la produzione di Cannabis e a specificare le modalità di prescrizione, allestimento, dispensazione e monitoraggio delle preparazioni magistrali contenenti cannabinoidi. Un decreto che già cinque anni fa era ampiamente criticabile per la sua impostazione riduttiva rispetto al vasto ambito della Medicina Cannabinoide e  per i suoi (obiettivamente) parziali e limitati riferimenti clinici e scientifici, e che oggi appare decisamente incongruente con quello che è lo scenario attuale della ricerca e della medicina in tema di Sistema Endo Cannabinoide e di usi terapici dei fitocannabinoidi.

Un decreto incardinato sul punto che …” l’uso medico della Cannabis non può essere considerato una terapia propriamente detta, bensì un trattamento sintomatico di supporto ai trattamenti standard, quando questi ultimi non hanno prodotto gli effetti desiderati, o hanno provocato effetti secondari non tollerabili…”, che è lo stesso punto dal quale ancora oggi non ci si scolla con il decreto dell’assessore Razza. La Cannabbis può essere usata solo come palliativo nella terapia del dolore.

La Metodologia della Evidence Based Medicine usata per la valutazione qualitativa delle evidenze scientifiche, cioè per decidere quali riferimenti clinici dare per acquisiti, viene usata in maniera autoconfermativa, per nascondere una scelta parziale delle fonti, operata su indirizzo del proprio orientamento ideologico.

Siamo fermi alla Lorenzin! Che a sua volta era ferma al 95! Che non è il numero di un Tram, ma l’anno di pubblicazione di gran parte degli studi citati dal ministro. Siamo fermi alla vecchia “cappa” di pensiero proibizionista sulle proprietà della Cannabis….e sotto sotto siamo fermi alla Craxi-Jervolino 😉 la 309 del 1990 …appunto!

E siamo ancora nella negazione e disconoscenza delle basi neuro-biologiche e cellulari del sistema endogeno attraverso cui quelle proprietà hanno effetti.

E qui torniamo al tavolo tecnico: un tavolo che ci è sembrato essere, più luogo di incontro tra volontà politiche alla ricerca di visibilità e consenso ,  che uno spazio in cui sviluppare conoscenza sul tema per immaginare e magari poi iniziare a realizzare buone pratiche ed esperienze di livello inerenti la Medicina Cannabinoide, andando, perché no?, verso la creazione di un Modello Sicilia nella gestione della Cannabis Medicinale, dove la presenza delle Associazioni e dei cittadini che fanno uso di terapia cannabinoide non si limiti a fungere da arredamento mediatico o sia circoscritta nel ruolo di chi chiede o rivendica, ma sia parte integrante nella capacità di ideare percorsi partecipati di produzione, gestione e somministrazione della Cannabis Medica. Come in Cile per esempio, dove l’intera domanda interna viene gestita dallo Stato insieme a una Fondazione (DAYA Fundation).

Anche tutto l’iter burocratico per la prescrivibilità ci sembra farraginoso e complesso e secondo noi costituirà un carico notevole di stress oltre che per i pazienti anche per gli operatori coinvolti, vedi i neurologi delle U.O. che hanno il carico della procedura e della documentazione.

Dunque l’elefante, questo lungo Tavolo Tecnico di 18 mesi, alla fine ha partorito un topo. E’ il piccolo ratto della paura istituzionale, della pavidità e dell’opportunismo politico che decide di non andare più in là del minimo necessario per garantirsi il proprio utile di consenso….

Tempo perso per il Diritto di Cannabis, occasioni sprecate.

Ma guardiamo Avanti.

Insomma , come sarà si racconterà, dicevano gli antichi panormiti.

E noi, statene certi , la racconteremo.

Ci vorranno dai 4 ai 6 mesi , forse,  perché il sistema vada a regime…e nel frattempo sulle proprietà della Cannabis, sulle sue enormi potenzialità medicali e terapiche, in Italia , e specialmente in Sicilia, sarà come vedere usare un aeroplano solo per camminarci su strada, come usare una Ferrari solo per farci qualche metro in un seminterrato.

esseí from 0nAir Planet

 

 

 

19 Dicembre 2019: Amanti della Cannabis, Segnatevi Questa Data!

A quanto pare l’aria di Natale, quest’anno, ha portato a qualcuno una buona dose di coraggio e di determinazione per iniziare a sanare una delle piaghe più infette del nostro ordinamento penale: la L.309/90>*

Ancora una volta, dove la Politica non osa e dove non arriva la forza dei Movimenti Civili, arriva la nostra Costituzione a salvarci attraverso una Giurisprudenza moderna e democratica……

E così c’hanno pensato le Sezioni unite penali della Cassazione nell’udienza del 19 dicembre scorso, chiamata a esprimersi su un ricorso presentato il 21 ottobre, a decidere che Coltivare Cannabis in casa, se le piante sono poche e per uso personale, non è reato, sancendo, attraverso quanto deliberato Giovedì 19 Dicembre 2019, che:

non configurano reato “le attività di coltivazione di minime dimensioni svolte in forma domestica, che, per le rudimentali tecniche utilizzate, lo scarso numero di piante, il modestissimo quantitativo di prodotto ricavabile, la mancanza di ulteriori indici di un loro inserimento nell’ambito del mercato deglistupefacenti, appaiono destinate in via esclusiva all’uso personale del coltivatore”. 

Viene dunque sostenuta, in maniera unitaria,  la tesi per cui il bene giuridico della salute pubblica non viene in alcun modo pregiudicato o messo in pericolo dal singolo assuntore che decide di coltivare per se’ qualche piantina, e quindi  non costituirà più reato coltivare in minime quantità la cannabis in casa.

La Corte costituzionale che già in passato era intervenuta più volte sul tema, aveva sin qui sposato una linea rigorosa, basata su un semplice principio: la coltivazione di cannabis è sempre reato, a prescindere dal numero di piantine e dal principio attivo ritrovato dalle autorità e anche se la coltivazione avviene per uso personale.

Si affermava che “la condotta di coltivazione di piante da cui sono estraibili i principi attivi di sostanze stupefacenti” potesse “valutarsi come ‘pericolosa’, ossia idonea ad attentare al bene della salute dei singoli per il solo fatto di arricchire la provvista esistente di materia prima e quindi di creare potenzialmente più occasioni di spaccio di droga”.

E questo orientamento, tranne qualche sentenza isolata e “controcorrente” come quella del 2011, dove si affermava che una sola pianta di cannabis non può essere considerata ‘offensiva’ dato che “non è idonea a porre in pericolo il bene della salute pubblica o della sicurezza pubblica” , ha sin qui prodotto una giurisprudenza bloccata sull’assioma proibizionista, peraltro perfettamente sposato dalla linea della Consulta che con la decisione del 9 marzo 2016 aveva tirato il cappio al riconoscimento del Diritto di Coltivazione di Cannabis per Uso Personale.

Ora il cambio di rotta sembra evidente, e se non c’è proprio un ribaltamento del principio di colpa proibizionista, almeno ci pare di intravedere un punto di svolta nel lungo cammino della Liberazione del Principio (attivo!) negato (leggi THC).

E adesso, in questi giorni di pranzi di festa e di cene natalizie, dopo avere gustato l’antipasto della massima provvisoria emessa dalla Corte dopo l’udienza del 19 dicembre, attendiamo “sens’ansia & senza stress” le motivazioni della pronuncia, per potere, magari, brindare, insieme all’anno che verrà, anche al Tempo Nuovo del Diritto di Cannabis in Italia.

esseì from 0nAir Planet >*

 

 

RI-Capitolando: “Anche No!”

Ricapitolando:

Dopo aver ordinato NUOVE ELEZIONI, con modalità di consegna “il prima possibile”, come si fa con una cena On-Line quando si è molto affamati, l’irrefrenabile Ministro dell’Inferno in carica, Satteo Malvini, si auto candida a Nuovo Duce degli Italiani e apre la nuova stagione della sua Campagna Elettorale Permanente.

Con la benedizione del non- pensiero che anima la sua base di consenso e il peso schiacciante del suo presunto 38% di gradimento, ha condotto  il suo Fast- Tour oN the Beach, andando in giro per le spiagge del sud a panza all’aria. Chiedendo, armato di crocifisso e di santina, i “Pieni (super)Poteri”, a folle di sciroccati in costume da bagno.

Convinto di detenere la pietra filosofale che può trasformare la popolarità, anche ottenuta in maniera spregevole, in consenso vero, continua con il suo teatrino comunicativo del difensore dei nazionali confini anche mentre si fa i bagni a mare. Ma arriva solo dove si tocca e fa finta di nuotare, forse in un inconscio tentativo di emulazione delle gesta natatorie di Grillo che attraversava lo stretto a nuoto.

Qualcuno dice che per sbaglio, a Taormina, al IV gin fizz, con sguardo e alito  alla Superciuk, ma senza la mascherina, abbia tirato fuori qualche rublo per pagare…

Ma noi non abbiamo tempo per prestare attenzione a certe dicerie, noi nutriamo fede in quel che è, e guardiamo a quel che avviene: e sinceramente non c’è bisogno di cercare riferimento nel mondo dei fumetti per rendersi conto di quanto tutto questo sia una fotocopia, un pò deformata, con contorni grotteschi, di storie già viste, già lette.

Vediamo buona parte del popolo italiano sull’orlo di una crisi di nervi ed in preda ad un crescente panico da imminente svolta autoritaria/populista/sovranista.

Vediamo un’altra parte covare rabbie, e a tratti sbavare ferocemente contro l’Europa, contro i Clandestini, contro gli immigrati che rubano tutto, anche il lavoro! La vediamo ansiosa di sbraitare ad alta voce la propria sofferenza e il proprio malcontento, pronta ad osannare i nuovi profeti dell’italianismo autoritario, come il NeoDuce in pectore……

 E poi vediamo una quarantina di miliardi, di euro, non di rubli!, bruciati in pochi giorni di Crisi, annunciata, di Governo; vediamo la prospettiva che il paese si ritrovi catapultato, direttamente dai lettini con ombrellone delle spiagge suddette, ad un clima di Nuova Campagna Elettorale che potrebbe prosciugarne del tutto le potenzialità partecipative da un punto di vista democratico.Oltre che trascinarlo nella miseria economica e culturale….

Storia bruttina.

Perché è proprio la confusione, l’assenza di visione e il panico, della maggioranza sostanzialmente sana del paese, che alimenta e  crea la base di realizzabilità, per il delirio della minoranza in stato di esaltazione maniacale.     E, soprattutto,  agevola l’ulteriore, potenziale, raccolta di consenso del suo leader maximo, il neoduce in pectore.                                                             Perché costituisce l’ingrediente culturale e sociale ideale per l’affermarsi di questo genere di fenomeni neo-autoritari.

Una cosa è lampante: la nuova Lega e il suo Caporal profeta non si fermano correndo frettolosamente alle urne, né assecondando la sua “EiacuEletio Precox”.

Fast-Election: ANCHE NO!

Ci vuole un profilattico, decisamente ritardante.

Vedremo cosa uscirà dalla Antica Farmacia del Parlamento Italiano (Conferenza dei Capigruppo Parlamentari) e come andrà questo storico voto di Sfiducia al Governo Italiano, che per la prima volta vedrà un Partito e i suoi Ministri al governo votare contro se stessi….

Vedremo se il dibattito interno al PD produrrà visione politica, smettendo di essere dominato dagli orticelli e dalle correnti,  interagendo con il ritorno del Grillo che torna a saltare e a immaginare di “elevarsi” tanto da salvare, se non l’Italia, almeno la funzione del Movimento da lui fondato….

E Vedremo anche se il gran Primario, che è il Presidente della Repubblica, riuscirà a contrastare qualsiasi traffico illecito di Viagra politico-istituzionale, in un clima politico e culturale già così segnato da pericolose tendenze all’agito maniacale…

E mentre aspettiamo di vedere, immaginando cosa potrebbe esserci comunque di buono in tutto questo, e chiedendoci quale è ancora il vero potere di ogni singolo individuo, di ogni cittadino, di ogni elettore, in questo contesto italiano, inesorabile, ci viene una frase in mente.

O per meglio dire ci viene in mente la parafrasi della celebre chiosa di una poesia di Whitman (Ahimè! Ah vita!),

che si chiede:

“Che cosa c’è di buono in tutto questo….?”

E che è, più o meno, questa:

“Che tu sei qui – che esiste la vita e l’individuo,

che ..se pur il deprimente spettacolo continua,

tu puoi sempre contribuire a fargli cambiare verso”. >*

E male che vada, andremo a votare in modo diverso.

Ci vediamo…

 

 

Astra inclinant, non necessitant.

Ok, siamo di nuovo 0nAir. Dopo varie tempeste stellari e tifoni galattici, riaccendiamo i motori della navicella. Ogni tanto fa bene prendere le distanze da quel qualcosa che si desidera conoscere completamente. Aiuta a coglierne i contorni, aiuta a definirne il profilo. Così è  adesso per me e la Cannabis, così è stato per 0nAir e il settore italiano della Cannabis.

Congiunture Astrali 😉 molto particolari hanno fatto venire fuori le dinamiche più oscure legate alla “proibizione” di questa pianta, ed anche il mercato legale della Canapa è stato violentemente attraversato sia da cordate di profitto, sia dal crescente autoritarismo repressivo di certa politica di governo…..

IN QUESTO INFUOCATO LUGLIO, E’ comunque arrivato il momento di guardare le cose da prospettiva più ampia, con una visione che abbraccia un cielo più ampio, è arrivato il momento di ricongiungere il tema del Diritto di Cannabis ad una più generale Questione di Diritto che in questo momento della nostra storia  viene ad essere di nuovo centrale nella vita di tutti….

e primo fra tutti il Diritto di Essere Umani Consapevoli in Evoluzione Permanente…….

Perché, per quanto oggi la fotografia del Cielo politico e sociale sopra di noi ci parli di pericolose influenze verso l’intolleranza , l’egotismo diffuso, il conflitto dis-umanizzante, dobbiamo essere ostinatamente consapevoli che una Società Indifferente produce solitudini stereotipate e soffoca sul nascere quella sicurezza di base, quella fiducia profonda, propria di ogni Essere  Umano, nel Potere, semplicemente in virtù del proprio Esserci e del proprio Essere Sé Stessi, di potere Fare e Trasformare qualsiasi cosa.

Ed è invece proprio da quel POTERE che 0nAir oggi riparte, e dalla Consapevolezza che non c’è destino già scritto mai, anche sotto il Cielo più brutto. Dalla sicurezza interiore che : Astra incinant, non necessitant.

Ed è quindi a questo che 0nAir dedicherà i propri nuovi viaggi esplorativi. Sempre con un occhio privilegiato al mondo della Cannabis, ovviamente una volta ricaricate a puntino le batterie, vogliamo aprire un discorso su tutto quello che può essere inerente al tema di una Umanità Consapevole in Evoluzione Permanente……

 

Rimanete collegati, e abbiate cura della vostra Felicità.

Vi faremo sapere.

Contro ogni Angoscia Imposta, Contro l’Oppressione di Regime, Contro il Terrore Indotto>*

Continueremo a lavorare il nostro terreno, trasformando in medicina ogni veleno >*

0nAir says: “ L’8 e non mi fermo !!”

La Migliore arma contro rabbia, disperazione, infelicità & rancore:

FELICITÀ / Amazing Grace
Il Nuovo 0nAir Numero 8 >* Liberi di essere sé stessi ,
Consapevoli del Piacere di Esserlo>* Sulle cose che contano, sui Diritti che appartengono a Tutti, Non Indietreggiamo di ☝️ un Millimetro.

THC LIBERO
Integratore Naturale Essenziale
per il Benessere Cellulare>* AUTOCOLTIVAZIONE NON È REATO

In contatto diretto con il tuo desiderio/

Se levi la paura, c’è la Vittoria >•

#alavorosullotto
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REPORT SPANNABIS>Barcellona*9-11|03|2018

A n c o r a u n a v o l t a è stato un grande #kumbamela della Cannabis.
Un enorme flusso di persone che, spinte da una dinamica quasi mistica, si è riversato nei Padiglioni della Fiera di Cornella a Barcellona, in Catalogna, animate da una grande forza comune: quella della Pianta più stupefacente del Pianeta. Sempre impressionanti i numeri di quella che è la fiera di settore leader in Europa e tra le più rilevanti al mondo: su una superficie di circa 18.000 m2 più di 30.000 visitatori al giorno e quasi 600 aziende locali e internazionali attive nell’industria della cannabis.
Ma quello che colpisce di questa Quindicesima Edizione è la perfetta fusione sintonica che si è venuta a creare nel tempo tra la Città di Barcellona, la sua gente e i suoi quartieri, con l’ondata umana cannabica che puntualmente e con regolarità torna a manifestarsi. E, in un clima di interculturalità e di ibridazioni, anche quest’anno la settimana della Spannabis è volata via veloce, registrando oltre che il definitivo affermarsi delle tendenze e dei gusti provenienti da oltre-oceano, e in particolare dalla parte californiana degli Stati Uniti, con genetiche come Girl Scout Cookies, e con gli ultimi ritrovati in ambito di estrazioni e di tipi di ROSIN, la Prima Edizione della CannabisCupBarcelona, la competizione dei Club di Barcellona.

La città ospita -oltre alla consueta SpannabisChampionCup-, questa nuova prima edizione della Cup dei Social Club grazie anche alle recenti svolte nella legge sui CSC: CannabisCupBarcelona è nata infatti da un collettivo di amanti della marijuana e dai soci di molti Club di Barcellona e dintorni. L’iniziativa è stata supportata dai CSC più famosi e prestigiosi della città. È grazie a loro è stato possibile realizzare questa iniziativa unica a Barcellona.
La competizione prevedeva varie categorie, con tre premi per ciascuna di queste I giudici hanno decretato tramite i loro voti i club vincitori in ognuna delle categorie. Ed i primi tre posti di ogni categoria sono stati premiati con un bellissimo trofeo, I nostri amici di laKalada, che ringraziamo per la calorosa ospitalità offertaci, si sono distinti oltre che per il brio e il clima stiloso delle serate e degli eventi organizzati, anche per il numero di trofei che immancabilmente hanno accumulato.Confermando quello che pensiamo di loro: Avanguardia Cannabica Pura. Con il loro Rosin e con la rete di interazioni con il contesto californiano, stanno scrivendo un pezzo di storia del movimento europeo.

Walking OnAir KaladaBros>*

Tornando al contest Fiera invece, anche quest’anno si impone come Miglior Stand e Miglior Banco Semi, GENEHTIK. E anche questo ha qualcosa di mistico, un pò come la Kritikal Bilbo.

Acqua Passata.Fuori dal loop.Editoriale N.7

S o n o p a s s a t i d i c i a s s e t t e i n t e n s i m e s i da quando scrivevo l’editoriale del numero 6.
Era un numero “speciale” di OnAir: un nuovo formato, più pagine e nuove importanti collaborazioni commerciali e di distribuzione. Segnava la svolta verso un assetto più solido del nostro magazine, garantendoci, sulla carta, la possibilità di essere più costanti, presenti ed efficaci nel nostro lavoro di libera informazione sui temi che trattiamo, e di pensiero critico, e immune da interessi di parte, sulle realtà, sociali, culturali o commerciali, alle quali rivolgiamo il nostro sguardo.

Come fondatore e direttore editoriale di OnAir mi sentivo soddisfatto di quanto andavo realizzando. E vedevo, in parte, compiersi un passo importante verso l’obiettivo dell’auto-sostentamento economico della rivista e della sua indipendenza dalle logiche PURAMENTE commerciali.
Ciò per cui siamo nati…Ciò per cui è (in)sorto OnAir, che -lo abbiamo sempre detto- non nasce per fare pubblicità alle aziende dei settori di cui si occupa, ma, al contrario, si fonda sull’intento di proporre ad ogni persona in grado di leggere, informazione corretta e veritiera, e non viziata da interessi di parte, su settori e ambiti che trovano poco spazio nei Media di Regime e/o che vengono sistematicamente filtrati e distorti dall’informazione mainstream.

La pubblicità -lo sanno i lettori come gli sponsor- ci serve per garantire la stampa del giornale e le spese di lavorazione. Ci serve “PER” garantire l’esistenza “fisica”, materiale, di OnAir. Non è un fine, è un mezzo.
E visto che, sin DAL PRINCIPIO, non era la comunicazione commerciale in sé la nostra meta, strada facendo, o, se preferite, durante la navigazione, ci siamo potuti permettere “il lusso” di scegliere i nostri sponsor, e, per la verità, anche di essere scelti proprio in virtù della natura del nostro magazine. Proprio per quel Puro Suono di Libertà Interiore che si sprigiona dalle pagine del nostro caro OnAir.

E veniamo dunque a quel numero 6, in formato volumetto, di 136 pagine, che, con una tiratura di 10.000 copie veniva presentato a Ottobre del 2016 alla III Edizione di CanapainMostra, a Napoli.
Quel numero prodotto in collaborazione con un noto marchio italiano del settore Canapa/Cannabis -che qui non nominerò proprio per evitare di fare ulteriore pubblicità, per di più gratuita, a questa non-simpatica azienda- e che di lì a pochi giorni avrebbe in maniera rocambolesca disatteso tutte le nostre aspettative, tenendo in suo possesso praticamente l’intera tiratura del numero e non scucendo un solo euro.
Contravvenendo così, in maniera tanto plateale quanto viscida e strisciante, all’obbligo di dignità della parola data e di coerenza con gli impegni presi e lasciando OnAir a navigare in un mare di contrarietà e di problemi lungo questo 2017 che è diventato l’Anno Sabbatico di OnAir da un punto di vista della stampa.
Mentre On-Line, con tanto impegno, siamo riusciti a mantenere un minimo di continuità nella nostra attività editoriale e informativa.

Questo è quanto è successo dopo l’uscita del numero 6 e quanto si doveva ai tanti che ci hanno seguito e che si saranno chiesti che fine abbia fatto OnAir. Da quel momento abbiamo fatto il possibile, e ancora lo stiamo facendo, con gli strumenti legali a nostra disposizione, per difendere il nostro lavoro e vederci riconosciuto quanto dovuto, e sicuramente vi aggiorneremo non appena ci saranno novità.

Ma questa è l’acqua passata. Andata. Insieme ad alcune false complicità che hanno preso la via delle colonne di scarico della nostra realtà e di cui difficilmente si sentirà la mancanza.

Nel frattempo, il mondo, come il settore della Canapa/Cannabis ha continuato vorticosamente a girare…

Il 2017 è iniziato in maniera triste per il mondo della Cannabis che ha perso una Grande Persona, un grandissimo conoscitore della Pianta di Cannabis e un formidabile Strain Hunter. Stiamo parlando di FRANCO LOJA, noto ai più come Franco di Green House, che il 2 gennaio, all’età di 42 anni, veniva stroncato da una malaria cerebrale fulminante, verosimilmente contratta in Congo dove si trovava fino a pochi giorni prima per lavorare al suo Progetto per le Applicazioni Terapeutiche della Cannabis contro la malaria e le altre malattie locali.

C’eravamo incontrati proprio a Napoli nell’Ottobre 2016 e mi aveva salutato con la consueta cordialità e con l’amicizia dimostratami sin dalla prima uscita di OnAir, incoraggiandomi, ad andare avanti e complimentandosi per il nuovo numero. Che a lui arrivi il nostro abbraccio, mio e degli altri di OnAir, consapevoli che dovunque si trovi starà coltivando luce.

#FullgasFranco e grazie di tutto!

Ma il 2017 è stato anche l’anno del Fallimento delle Politiche di Superamento del Proibizionismo e del suo pesante fardello in termini di Diritti Negati e di Costi Sociali ed Economici. Del Fallimento oggettivo del cosidetto Anti-Proibizionismo Italiano e del “mondo” delle Associazioni che difendono i diritti dei malati e dei consumatori. Troppo impegnate in “campagne personali”, non sono riuscite a impedire il NAUFRAGIO della Proposta di Legalizzazione della Cannabis nelle paludi di un Parlamento Italiano ormai anch’esso EVAPORATO, e la sua trasformazione in 4 articoli (che riguardano la cannabis medicale) inseriti in Finanziaria. E’ stato l’anno della Lorenzin, dell’Erba di Stato, del pre-Monopolio, dell’Istituto Farmaceutico Militare di Firenze e del Ministero della Difesa che compra i suoi primi 100 kg di Cannabis pagandola a 6 euro al grammo. Ma il 2017 è stato anche l’anno della grande speculazione dell’ERBA TECNICA o Marijuana light e del grande papocchio della Legge sulla Canapa Industriale.

Però questo anno “passato” è stato pure un Tempo di Resistenza e di Rivoluzione. Un anno di nuove Visioni. Pensiamo alla Catalogna e pensiamo a tutti quelli che lottano per non rinunciare al Miracolo di Essere Sé Stessi, le cui storie abbiamo incrociato in questo tempo trascorso.

Ed ora siamo pronti a passare al ponte di prua, a guardare nuovamente verso l’orizzonte che abbiamo davanti, verso il tempo che verrà, verso la Primavera che puntuale ci ricorda che “l’inverno non è poi tutto”!

Siamo pronti a partire col…7, in questo Magico Maggio del 2018.
Pronti a passare al ponte di prua, a guardare nuovamente verso l’orizzonte che abbiamo davanti, verso il tempo che verrà.

Siamo pronti a partire DAL PRINCIPIO.

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