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 In attesa delle prime news sul tour del 2015, riportiamo stralci dell’intervista a Luc Kroll di Paradise Seeds – la cui versione integrale sarà nel numero 1 di OnAir – tra gli ideatori del Tour nato nel 2013 in Spagna e che ha riscosso da subito molto successo.
“E tra le cose che meglio esprimono lo spirito di ParadiseSeeds c’è l’organizzazione di quello che per noi è il GIRO in BICI più BELLO del MONDO!
Non è una gara, ma è una sfida di sinergie per battere la malattia, la disinformazione e l’inerzia delle istituzioni; non è una corsa, ma l’attraversamento dell’indifferenza con la luce dell’entusiasmo per dare speranza a chi patisce e fondi e risorse alla RICERCA: si tratta del MEDICAL CANNABIS BIKE TOUR >* di cui si è svolta la SECONDA EDIZIONE a Marzo del 2014 in quella bellissima terra che è la Spagna. E adesso, anche per sgranchirci un po’ le gambe dopo tanto riflettere, ne parliamo.
OnAir: Cosa ci dici delle tue “pedalate per la Ricerca”? Come è andata l’edizione 2014 e come si prepara quella del 2015?
Luc: E’ una buona iniziativa per una gran buona causa. Perché c’è bisogno di far conoscere le proprietà medicali della Cannabis. E anche le molte possibilità di usarla per stare meglio, anche se non si è affetti da gravi malattie.
L’effetto rilassante o ricreativo per esempio è comunque benefico e terapico……
Puoi usare le proprietà medicali della Cannabis in molti, molti modi…….e questo è il messaggio del MCBT.
Nasce per aiutare in tutto il mondo la ricerca e la diffusione delle conoscenze sulle proprietà medicali di questa straordinaria pianta. Specialmente in quei contesti dove ancora non ne viene riconosciuto il valore. Tu lo sai, il sistema degli endo-cannabinoidi è molto antico nella specie umana, perché da sempre i cannabinoidi sono presenti, come fito-cannabinoidi, nelle piante. Esiste anche in molte altre specie animali, cavalli, scimmie, gatti, cani, topi…….
Recentemente alcuni laboratori di ricerca hanno iniziato a sperimentare i cannabinoidi come cura contro il cancro. Pare che quando i cannabinoidi vengono assunti dall’organismo malato, le cellule cancerogene si “suicidino”!
L’organismo umano e la Cannabis sono in sintonia da migliaia di anni, e i cannabinoidi sono una preziosa e irrinunciabile risorsa per la cura del corpo umano e della sua anima, questo, alla fine, è il messaggio del Medical Cannabis Bike Tour >*”

Di seguito alcune notizie sulle scorse edizioni del Medical Cannabis Tour, tratte dal sito Paradise Seeds

E’stato chiamato “rivoluzionario”, “attivismo con un twist” ed anche “meraviglioso evento di filantropia cannabica”.

Quest’anno ha raccolto € 100.000 per sostenere l’uso di Cannabis medicinale nel trattamento del cancro.
Stiamo parlando del Medical Cannabis Bike Tour, che ha avuto luogo in Spagna nell’arco di una super emozionante – tre giorni – nel mese di Marzo. Paradise Seeds è stato orgoglioso di essere un Gold Sponsor della manifestazione, e anche fiero di aver portato ciclisti che partecipano al Tour.

L’evento ha attirato ciclisti provenienti da molti Paesi Europei, così come dagli Stati Uniti e dal Canada, provenienti da diversi settori della comunità cannabica e non. Ad esempio, c’erano diversi rappresentanti dell’industria, così come consumatori di Cannabis, ma anche non consumatori che hanno partecipato per sensibilizzare e appoggiare l’uso di Cannabis medicinale.

In tre anni, il Tour in bicicletta è cresciuto significativamente, in numero di partecipanti (la corsa di quest’anno ha portato 55 ciclisti e molti volontari coinvolti nell’evento – è praticamente raddoppiato di dimensione rispetto al Tour del 2013) e in termini di sostegno del profilo a favore dell’uso di Marijuana medicinale in Europa. Grazie alla combinazione tra Cannabis e sport, questo Tour ha reso possibile che la gente si sieda e prenda atto, raggiungendo un pubblico più tradizionalista, nel mostrare la pianta sotto una nuova luce.

Quest’anno il MCBT è stato un percorso duro e faticoso dalla durata di tre giorni, coprendo una distanza di 400 chilometri pedalando in bicicletta da Valencia a Barcellona per arrivare calorosamente accolto da una grande folla e dai numerosi mass-media presenti alla Spannabis 2014.

Il più grande canale informativo legato alla Cannabis in tutto il mondo, Leafly, con sede negli Stati Uniti, ha descritto l’evento come “un modo fantastico per dimostrare come i consumatori di Cannabis possono essere atleti”. La editrice della sezione Novità e Cultura, Rebecca Kelly, ha pubblicato sul sito “gli stereotipi riguardo gli amanti della Marijuana fanno sì che gli atleti che partecipano tendono ad affrontare un sacco di critiche dal grande pubblico. Sono così felice che l’attivismo pro-canna è davvero ben ramificato con sforzi attivi e creativi come questo”.

La scienza della Cannabis medicinale e il cancro

Il Tour in bicicletta raccoglie fondi per la ricerca scientifica indipendente che viene condotta dagli scienziati dell’Università Complutense di Madrid. Negli ultimi quindici anni è stato avviato un programma che studia il potenziale della Cannabis per il trattamento di una vasta varietà di tumori, tra cui glioma (cervello), melanoma (pelle) e cancro al seno.

Diretto dal Dott. Manuel Guzman e il dottor Guillermo Velasco, il programma di Madrid ha compiuto significativi progressi. Il Team di ricerca ha suggerito che una combinazione di cannabinoidi con altri agenti antitumorali inibisce la crescita di tumori (bloccando quindi la diffusione del cancro attraverso il corpo) e distrugge le cellule tumorali.

Il Medical Cannabis Bike Tour ha aiutato a finanziare questo programma durante gli ultimi tre anni (riceve anche finanziamenti da fonti quali il Ministero della Salute spagnolo).

L’atto di ciclismo

Così come la raccolta di fondi per la causa medica, non va dimenticato che il Medical Cannabis Bike Tour è anche un evento sportivo. Mentre il Tour attira ciclisti di ogni età e capacità, è una corsa impegnativa e stimolante, sia fisicamente che mentalmente. È necessario essere in forma…e anche i più forti lo hanno trovato difficile in alcuni tratti – in particolare sulla dura salita del Parco Naturale Garaff per raggiungere la strada costiera che porta a Barcellona, che fa parte del percorso della famosa gara ciclistica: la Vuelta de España.

Quest’anno hanno partecipato anche ciclisti molto allenati che hanno fatto registrare ottimi tempi durante tutti e tre i giorni. Detto questo, il MCBT non è una gara – l’unica gara è quella di raccogliere fondi e sensibilizzare le società a favore della Cannabis medicinale!

Non è una corsa. L’ obiettivo è semplicemente quello di completare il percorso, raccogliere fondi e sostenere il profilo della Cannabis medicinale. Ciò che colpisce riguardo il Tour è la grande atmosfera e cameratismo tra tutte le persone coinvolte. Questo è ciò che rende il MCBT un’esperienza piacevole e unica, ed un evento che Paradise Seeds sponsorizzerà nuovamente nel 2015.

Per ulteriori informazioni, è possibile dare un’occhiata a: www.medicalcannabis-biketour.com. Potrete trovare anche notizie ed articoli di stampa di Weed World e High Times. I video del Tour in bicicletta (Giorno 1, 2 e 3) possono essere visualizzati sul canale ufficiale del MCBT su Youtube.

Di seguito le immagini del TOUR 2013 tratte da sito web http://www.medicalcannabis-biketour.com/

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dinafem seeds

DINAFEM LogoONAIR ‘N THE ROAD

Il GranDucato di DINAFEM >*

il Canapaio Ducale festeggia 12 anni e DINAFEM promuove la Festa Antiproibizionista di Parma >*

PARMA, 17-05-2014:

IL PRIMO EVENTO ANTIPROIBIZIONISTA “BENEDETTO” DAL COMUNE

Questa era l’undicesima e OnAir era lì.

Eppure è stata anche una “prima volta” importante.

Una di quelle prime volte che non si dimenticano. Anche per noi di OnAir.

Già perché quest’anno per il dodicesimo compleanno del growshop Canapaio Ducale, a differenza delle precedenti feste, è arrivato un importante sostegno istituzionale all’evento antiproibizionista, quello del Comune di Parma, che ha concesso il proprio patrocinio alla festa.

Decisiva la determinazione del Sindaco Federico Pizzarotti che ha accolto la richiesta degli organizzatori dichiarandosi “favorevole a un confronto e a una riflessione costruttiva sull’utilizzo della Cannabis e delle droghe leggere”.

Sponsor Ufficiale della manifestazione DINAFEMSEEDS, la seedbank spagnola tra le maggiori in Europa e nel mondo, che è impegnata in un opera di divulgazione informativa intorno alle proprietà medicinali e terapeutiche della Cannabis e ai costanti progressi della ricerca in questo ambito e che fa del diritto di informazione del malato sulle possibilità di cura offerte da questa pianta la propria “mission” d’impresa.

L’appuntamento era fissato per le ore 16.00 in piazza Picelli, ma noi siamo arrivati un po’ prima.

Ci piace così, crearci un po’ di spazio libero per fare le cose bene.

E così, prima della graffiante presentazione del romanzo “Guerrilla Plantation” di Gianluca Mantelli, abbiamo incontrato Nico de Mattheis  di Dinafem, e abbiamo fatto quattro chiacchere sulla situazione italiana, sulle recenti svolte internazionali e sulla crescente domanda di Cannabis Terapeutica, nonché sul work in progress di DINAFEM SEEDS Company in Italia&Europa. Di lì a poco il nostro Nico, che ringraziamo di cuore per la disponibilità e l’amicizia riservataci, avrebbe dovuto introdurre il primo dibattito in programma, e così un po’ per stemperare la tensione, anche con Bets, la moglie di Nico, che lo aiutava a predisporre gli ultimi flyer nell’accattivante stand di DINAFEM, si è iniziato a parlare di growing e di qualità di Canapa con alto contenuto di cbd. Da lì ad arrivare al tema dei TERPENI* il passo è stato breve…>*

A un certo punto abbiamo appena fatto in tempo a ringraziare Nico e Bets, convenendo che il nostro dialogo sarebbe potuto piacevolmente proseguire per giorni, prima che la prima delle 2 conferenze previste avesse appunto inizio:

E’ ORA DI CANNABIS TERAPEUTICA’,

a cui hanno partecipato oltre a Nico (DINAFEM), Antonella Soldo (Ass. Luca Coscioni) insieme a Giuseppe Fertonani (neurobiologo, psichiatra c/o Ausl di Parma), e a Rocco Caccavari (primo direttore del SerT di Parma e presidente dell’ ass. M. Savini).

L’introduzione di Nico ha sinteticamente fatto il punto sugli sviluppi delle linee d’incrocio per i diversi usi terapeutici, ha illustrato le diverse caratteristiche dei principali TERPENI (MIRCENE, LIMONENE, PINENE…), e le indicazioni che provengono da recenti studi che dimostrano che i terpeni attuano sinergicamente con i cannabinoidi, l’effetto chimico che questi producono nel nostro corpo.

Molti pazienti di cannabis terapeutica hanno notato che ci sono alcune varietá che li aiutano di piú di altre anche se hanno livelli di THC e CBD simili.

La differenza si incontra nella composizione dei terpeni e nella sua sinergia con i cannabinoidi. È per questo che i laboratori sono sempre più orientati ad approfondire gli studi su queste molecole, non solo per il loro contributo al sapore, all’aroma e al colore della Cannabis, ma soprattutto per le potenziali applicazioni mediche.

In questo senso Nico ha sottolineato l’elemento di soggettività nella risposta dell’organismo umano a determinate varietà di Cannabis ad elevato tenore di specifici cannabinoidi.

E in conclusione del suo intervento ha ribadito come l’ETICA di DINAFEM sia quella di sostenere il principio che “i composti a base di Cannabis elaborati per l’uso terapeutico dovrebbero poter giungere agevolmente ad una gran parte della popolazione e in particolar modo ai soggetti che ne hanno più bisogno e non possono permettersi di sostenere costi eccessivi per l’acquisizione degli stessi.”

Su TERPENI, CANNABINOIDI, ENDOCANNABINOIDI & FITOCANNABINOIDI, illuminante è anche l’intervento del Dott. Fertonani che spiega chiaramente quanto sia antica questa classe di sostanze e quanti delicati ruoli svolga nella nostra neuro-psico-fisiologia. Come dire che essere umano, Terpeni e Cannabinoidi sono in relazione positiva da migliaia di anni. Si è anche evidenziato, con l’intervento del nostro Direttore Psicologo >* 😉 il ruolo della Cannabis come “sostanza di uscita” da dipendenze da sostanze pesanti e come “sostanza di uscita” dalle sostanze di uscita: metadone, psicofarmaci, etc.

Antonella Soldo ha ricordato come il Governo Italiano dal 2007 ammetta l’uso medico della Cannabis ma come in realtà sia ancora difficile per i pazienti procurarsela legalmente. Andando in contro, oltre che a costi elevati, anche a relazioni con circuiti di illegalità. In ultimo Rocco Caccavari ha ribadito come di fronte la sofferenza e di fronte la possibilità di alleviarla usando una sostanza che la natura ci da, sia inammissibile tollerare proibizioni fondate sull’ignoranza e su visioni ideologiche, e che l’unica via da percorrere debba necessariamente essere quella del rispetto della libertà di scelta del paziente, ed ha in questo senso parlato anche della propria personale esperienza. Ha successivamente concluso il proprio intervento riportando i risultati del convegno dal titolo

Cannabis, prodotto naturale tra uso medico e consumo illegale – Regole per l’uso terapeutico tra scienza e pregiudizio“.

E poi è giunto il momento del piccolo intermezzo musicale proposto dalla Cannabis Social Band prima di passare al secondo dibattito in programma:

LEGALIZZAZIONE: UNA BUONA PRATICA PER LA SICUREZZA URBANA-
con la prima volta del Comune di Parma e del Sindaco Federico Pizzarotti rappresentato da un giovane consigliere comunale, e con la presenza di:

-Simone Bertacca ed Enrico De Somma, (nel ruolo di moderatori e consulenti scientifici rispettivamente per la parte medica e legislativa del comitato organizzatore), che hanno ricordato l’importanza di promuovere informazione e conoscenza sulle sostanze;

-Stefano Anastasia (pres. onorario Antigone e cofondatore Forum Droghe) che ha introdotto alle tematiche ed alle prospettive del convegno, di cui è stato artefice nell’ambito dell’assemblea nazionale di Antigone, dal titolo“Droghe. Oltre il proibizionismo”;

-Luigi Notari (del SIULP, il sindacato italiano dei lavoratori della Polizia di Stato), che ha confermato come anche tra le forze dell’ordine sia sempre più significativa la correlazione tra proibizione del consumo (persecuzione e punizione) e aumento dello spaccio e della criminalità. Come dire che la proibizione crea illegalità e quindi in-sicurezza sociale e urbana. Il contrario di una buona pratica dunque.

Si è affrontato durante il dibattito anche il tema dell’enorme costo per il sistema giudiziario e penitenziario della politica proibizionista italiana, e si è tirato, tutti insieme, un grande respiro di sollievo di fronte al cambio dei vertici del Dipartimento delle Politiche Antidroga conseguente alla cancellazione della Fini-Giovanardi.

La Riduzione del Danno è la via maestra che l’U.E. ha segnato nelle politiche di contrasto alle dipendenze da stupefacenti e il carcere deve essere riservato a chi traffica e mai al consumatore….

E alla fine, dopo tanto discutere, aleggiava su piazzale Picelli una atmosfera di soddisfazione, di piacevole sensazione di aver creato tutti insieme, partendo ognuno dal proprio punto di vista, ognuno con il proprio sguardo, una visione più grande e sicuramente più bella, più rassicurante, ed un campo visivo ancora più vasto, e per quanto ancora in parte inesplorato, decisamente interessante se non entusiasmante…

E sull’onda di questa armonica frequenza, e delle fragranti immagini dello stand di DINAFEM..OnAir ‘n the road, non prima di essersi assicurata qualcuno dei gadget e almeno una maglia tra quelle offerte dalla seed company di S. Sebastian, si è prodotta nel tuffo finale nella musica e nella notte con i concerti dei Cinzano Five featuring Funkylario, dei Paul Mad Gang e di Mr Kilgore……

E adesso anche noi dalla redazione soffiamo sulle candeline…..Buon Compleanno Canapaio, A Presto DINAFEM >*;)

OnAir’On the Road>* 😉

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paradise seeds

Paradise LogoV E N T A N N I    D I   P A R A D I S E  >*

Luc Krol, il suo fondatore, quest’anno festeggia il ventesimo anno della sua attività, ed è per noi motivo di autentico piacere incontrarlo ad Amsterdam nella storica sede di Gravenstraat 12 per fargli gli auguri e per parlare degli inizi della sua straordinaria avventura, delle nuove sfide di Paradise e delle sue future prospettive professionali e umane, oltre che, chiaramente, per parlare di semi, di semina e di abbondanti e fragranti raccolti.

OnAir: Bene, intanto AUGURI di Cuore LUC per questo Paradisiaco Traguardo, e poi subito una curiosità: sono le 16 e 45 del 6 Giugno 2014, dov’eri venti anni fa, in questo giorno e a quest’ora??

Luc: (Sorride) Non ricordo esattamente, penso nel mio laboratorio di cannabis, a lavorare…(Risata)

OnAir: Ok, e adesso cerchiamo di seguire un certo ordine (che crediamo ti piacerà!).

Come in un Grow-Report di Paradise Seeds > Venti Anni in Una Pianta: Il Seme, il Terreno, le Cure (e il Lavoro per far Crescere la Pianta), i Raccolti (che son sempre la parte più bella, se si è ben lavorato!).

OnAir: IL SEME, ovvero gli inizi:Quando e dove nasce il tuo rapporto con la Cannabis e con la sua coltivazione ?

Luc: : La mia passione è cominciata quando, da ragazzo, un amico mi portò della ganjia dal Sudamerica, la fumai, mi piacque l’effetto e mi innamorai della pianta. Desideravo averne di più e pensai di coltivarla, ero rapito dal suo odore, dalla sua fragranza, dal modo in cui cresceva e fioriva.

Le piante venivano dalla Colombia, il mio amico, che era olandese, viveva in un’Isola, Aruba*, dove molti colombiani portavano erba e semi.

Quindi iniziai a coltivare qui ad Amsterdam le mie piante, a partire da questi semi.

OnAir: E quando “germina” l’idea del PARADISE SEEDS PROJECT e quali i presupposti commerciali da cui sei partito ?

Luc: E’ stato un incidente.

OnAir: Un caso di serendipità?

Luc: No, una sorta di accidente! Il mio era un hobby, una passione: amavo fare incroci e selezionare genetiche, avevo i miei barattolini dove conservavo i diversi tipi di seme, avevo un paio di centinaia di incroci diversi e li tenevo nel frigo! Ma questo per me era puro divertimento, anche per avere un po’ di erba da fumare, da dare agli amici e a qualche coffee shop, ai quali quest’erba piaceva moltissimo. Iniziarono a chiedermi sempre più semi perché avevano molte richieste da parte di persone che venivano da fuori, americani, italiani…

Sai, negli anni ’80 c’erano molti hippy italiani in Olanda, che volevano portare con sé questi semi da coltivare a casa. Così i coffee shop mi proposero di vendergli regolarmente i semi. I primi tre anni non fu un’attività commerciale, ma un giorno, un brutto giorno, venne la polizia nello squat dove vivevo e dove coltivavo per confiscarmi tutto. Io piangevo, ero molto triste, però pensavo anche ai molti altri semi e piante che avevo altrove, e quindi sapevo che avrei ricominciato. Ma la polizia mi ammonì, mi disse: “Attento ragazzo, tu finirai in prigione, tu fai qualcosa di illegale”. Allora risposi loro: “Quello che faccio io non è illegale: produco i semi, faccio degli incroci, seleziono le varietà. Il mio è uno studio, un lavoro serio”. La polizia allora mi chiese se avessi una company seeds, ed io risposi “Sì”, che avevo sempre pensato di farlo anche se ancora non l’avevo formalmente costituita: ed era vero. In realtà, ogni volta che fumavo, vedevo la mia impresa come in un sogno…

Dopo qualche giorno, in effetti, mi recai in Camera di Commercio per riempire i moduli necessari e, con atto notarile del 1994, non ricordo il giorno esatto, ho regolarmente aperto Paradise Seeds Company.

OnAir: Fantastico, anzi STELLARE! Concedici ora una seconda curiosità: come sei arrivato alla scelta del nome e del marchio ParadiseSeeds ? E’ frutto di un lavoro di branding preciso o la casualità, o meglio la “serendipità” (serendipity), ha giocato il suo ruolo?

Luc: Come ti dicevo, provando i benefici effetti della cannabis e vivendo giorno dopo giorno con questa pianta, io sognavo di creare una compagnia di semi e l’ho chiamata “paradise” perché questa pianta mi faceva sentire in paradiso e credo veramente che non ci sia bisogno di salire in Cielo per scoprire l’Eden, ma puoi raggiungerlo con questo piccolo seme e con quello che produce.

(Luc ci mostra uno dei suoi semi, n.d.r.).

OnAir: Il TERRENO: Dove nasce Paradise Seeds e come mai nasce proprio lì? Dove hai iniziato a far crescere le tue piante?

Luc: Tutto ebbe inizio proprio qui, in questo shop a Gravenstraat 12, venti anni fa, ed io come ti dicevo, a quel tempo vivevo in un grande squat a circa cento metri da qui.

C’era anche Patrick con me…(risate e sguardi nostalgici al suo complice collaboratore, n.d.r.)

OnAir: Ed ora la parte più faticosa: Le CURE e Il LAVORO per Crescere la Pianta (aziendale ovviamente!) Chiunque segua un minimo il lavoro di imprese come la tua si rende immediatamente conto di come il vostro sia una forma di ATTIVISMO d’IMPRESA, un attività imprenditoriale che coniuga in maniera inscindibile la ricerca degli utili con l’impegno di generare impulsi per un cambiamento sociale e culturale che crei valore per il maggior numero di persone possibili. Qual è la FILOSOFIA COMMERCIALE & la MISSION che ti ha ispirato all’avvio del percorso imprenditoriale? E Come sono stati i primi anni di sviluppo commerciale dell’azienda?

Luc: La nostra mission è diffondere i semi di cannabis in ogni parte del mondo.

Pensiamo che questa pianta debba essere coltivata ovunque perché ispira le persone, le rilassa, le cura e, in effetti, è una straordinaria e poliedrica medicina. E questa è stata la maggiore fonte di ispirazione all’inizio del Paradise project, e le basi etiche dalle quali siamo partiti.

Allo stesso tempo siamo consapevoli di essere un’impresa: molte persone lavorano con noi e possono vivere. Investiamo molto nella comunicazione e nella visibilità dei nostri prodotti che abbiamo reso accessibili a tutti tramite il web e i social media. Oggi non può esistere un’attività commerciale che la gente non sappia che esista! E questa visibilità ci permette di far circolare informazioni sugli usi positivi della pianta. Ma, aldilà dei metodi di commercializzazione la filosofia rimane la stessa: un prodotto di ottima qualità, per produrre benefica erba. E’ aumentata negli ultimi anni la domanda dei semi femminilizzati, mentre in passato era predominante quella di semi regolari, e molte persone usano i nostri semi per le loro esigenze e secondo i loro programmi, ma l’elemento di base rimane un prodotto di ottima qualità.

La nostra etica aziendale è di sviluppare incroci originali: altri prendono le nostre qualità e, da lì, combinano le loro. Ok, io penso che non ci sia nulla di male in questo, ma, per quanto mi riguarda, mi impegno a produrre le mie qualità originali e rimango fedele a questa mission.

Non ho segreti, punto alla qualità.

OnAir: E dimmi, Luc, com’è la competizione fra Seeds Company, considerata la condivisione della mission antiproibizionista?

Luc: La competizione è ovunque, caro Sandro, se non sei in competizione sei morto. Io desidero che Paradise Seeds sia riconosciuta come la migliore compagnia di semi del mondo e anche gli altri lottano per i loro obiettivi e quindi capirai che la competizione è feroce: gli altri fanno molta pubblicità e noi non possiamo non fare altrettanto. Se rimani fermo, vieni mangiato dagli squali.

Noi non siamo squali, ci piace avere buoni rapporti con le altre compagni e ma puntiamo al nostro risultato.

OnAir: …e quali invece, in questi vent’anni di growing aziendale, i momenti più belli, quelli in cui hai sentito che ce l’avresti fatta, i “Paradise Magic Moments”?

Luc: Ogni volta è un magic moment, ogni volta che da un piccolissimo seme cresce una splendida pianta e questo è valido per ogni grower.

Crescere bene le piante ti dà una grossa soddisfazione personale. E poi la odori, la fumi e sei soddisfatto. Ma ci sono anche i riconoscimenti del resto del mondo, le cannabis cup, i premi, i successi e quando stringi una coppa fra le mani ti senti come un campione del mondo.

OnAir: Come imprenditore nel campo dei semi di Cannabis, come guardi all’acceso dibattito sul DIRITTO di CANAPA in corso in vari paesi (USA, Canada, Italia, solo per citarne alcuni) e quale l’ETICA aziendale che ParadiseSeeds è impegnata a portare avanti?

Luc: Cerchiamo di promuovere vari eventi e manifestazioni che contribuiscono alla conoscenza degli effetti medicali della cannabis, abbiamo avviato dei programmi di collaborazione per la produzione legale di cannabis medicale nei paesi dove questa è consentita come il Canada, l’Uruguay, il Cile. Ovunque ci siano iniziative a favore della conoscenza della Cannabis, noi siamo presenti.

Stiamo lavorando per avere una licenza per avere un coffee shop in Olanda perché c’è troppa quantità di erba illegale che va a finire nei coffee shop e questo non piace al governo. In futuro anche in Olanda tutta la coltivazione sarà regolamentata, penso che da un lato sia un bene perché si toglieranno risorse alla criminalità, ma d’altro canto, preferirei che ci fosse libertà per i piccoli coltivatori locali.

OnAir: Luc, di te ci fidiamo sino in fondo, dimmi: secondo te c’è il rischio che i grandi colossi del Bio-Tech (tipo MONSANTO, n.d.r.) si avventino su quello che per loro potrebbe essere uno sterminato campo di profitto?E qual è la tua visione dello scenario internazionale rispetto a questi possibili processi?

Luc: Il pericolo è reale, è ovvio che ci siano molti interessi rivolti alla possibilità di acquisire diritti (brevetti) su particolari modificazioni genetiche (pattern genetici). Naturalmente al momento ciò sarebbe illegale per quanto riguarda la Cannabis, ma in futuro sempre più compagnie saranno interessate a questo.

Gli usi della Cannabis sono molteplici, e per ognuno di questi si inventeranno un modo per fare profitti, faranno tavolette, polverine, capsule, faranno qualunque cosa per il loro utile. E’ un’industria da miliardi e miliardi di euro.

La gente di tutto il mondo inizia a scoprire le straordinarie proprietà medicinali della Cannabis, e tutte queste compagnie bio-tech sono pronte ad usare tutti i loro mezzi e la loro conoscenza per produrre i loro prodotti “griffati”.

Per questo è importante che il proibizionismo finisca, perché la gente non sia schiava delle pillole e delle compagnie farmaceutiche, ma possa con l’auto-coltivazione avere a disposizione un ampia gamma di prodotti naturali per i diversi usi. Si può ricavare tanta roba dalla pianta di Cannabis: tisane, olio e farina dai semi,  puoi fare la tintura madre, e chiaramente puoi ricavare ottima erba medicale da fumare, puoi fare delle estrazioni di resina (sorride).

E’ come fare il pomodoro nel tuo orto, il pomodoro è molto salutare e puoi ricavarci parecchie cose…La Cannabis è come il pomodoro, solo che le sue potenzialità mediche, farmacologiche, nutritive, industriali, sono molto più elevate.

La gente dovrebbe avere il diritto di coltivare per le proprie necessità e per il proprio piacere e non essere costretta ad andare in farmacia a comprare medicine. Ovviamente chi proprio vuole andare può sempre farlo, ma è importante che ci sia libertà di scelta.

OnAir: Finalmente è tempo di RACCOLTO, il momento in cui si colgono i frutti, o i fiori, del proprio lavoro…Il momento in cui si fa anche il BILANCIO, o la “pesa”, di RISULTATI & SUCCESSI per calibrarsi ulteriormente rispetto agli orizzonti di sviluppo e per implementare alcuni processi di lavorazione…Partiamo dai SUCCESSI: quali sono i traguardi, raggiunti in questo ventennio da Paradise, che consideri più significativi e perché? Come è stata la tua personale “Stairway to Heaven”?

Luc: Premi e riconoscimenti a parte, ogni giorno speso ad occuparmi di Cannabis per me è un gran bel giorno. Ogni giorno è un successo.

Per me rimane un divertimento, una cosa che mi fa stare bene, anche con le persone con cui lavoro, con quelle che incontro.

OGNI GIORNO E’ MAGICO.

GRAZIE LUC!

(stralci dell’intervista a Luc Krol tratta da OnAir NumeroUno)    VAI AI SITO DI PARADISE SEEDS

…Ssshhh! Si va in onda>*L’editoriale del NumeroZero di OnAir

… s s h h h !   A b b a s s a r e   l ’ a u d i  o  e s t  e r n o , regolare gli spot, accendere la luce di attenzione.

Si va in onda: On Air.

Benvenuti a questa prima trasmissione, dai nostri studi, in libera modulazione di frequenza psichica. In questo spazio, che potrà essere di qualche minuto come di qualche giorno, secondo i vostri gusti e desideri, ci occuperemo di diffondere e di sostenere pensieri e idee ecologiche e di promuovere pratiche di difesa e miglioramento dell’ambiente naturale e umano, fisico e psichico. Tratteremo di sviluppo eco-sostenibile e di decrescite felici, di economia verde ma anche di educazione, di rete e di diritti. Basandoci sulla consapevolezza dell’infinito valore del potenziale umano, intendiamo contribuire alla diffusione di una cultura della dignità umana, e schierarci a difesa di ogni diritto negato, contro gli assolutismi, e contro i proibizionismi, contro le arroganze del Potere. 

Pensiamo che sia fondamentale, oggi più che mai, non tenere la propria radio spenta, ma impegnarsi concretamente a trasmettere questi principi. Convinti del profondo e indissolubile vincolo esistente tra essere vivente e ambiente vitale, e di fronte all’evidente necessità di dover trasformare il nostro comportamento come specie umana, pensiamo che il modo migliore per uscire da ogni crisi, la via maestra per trasformare gli ostacoli in risorse e i veleni in medicine, sia l’antica via della rivoluzione interiore: lo sprigionamento del proprio potenziale umano.

Trasmettiamo quindi sulle onde della libertà di pensiero e di espressione creativa. Amanti della creatività in tutte le sue forme, difendiamo il diritto all’autodeterminazione di ogni essere umano e …nel nostro “programma” parleremo di Diritto e di Cannabis,  ma anche di Antropologia e di Religione, di Politica e di Società, di Arte e di Giardinaggio, di Musica, di Filosofia, di Poesia e persino di Calcio…Ma, potete starne certi, lo faremo sempre, con lo spirito di non avere nessuna verità in tasca, ma sempre alla ricerca delle domande migliori, delle visioni più arricchenti. E sempre con il desiderio autentico di illuminare un po’ di più e un po’ meglio il cammino percorso, di lasciare l’etere, attraverso il quale trasmettiamo le nostre frequenze,  sempre un po’ più pulito e un po’ più “fragrante” dopo ogni trasmissione.

Perché, si sà, l’etere, come l’ambiente, ti risponde. Sempre.

Buone rice-trasmissioni a tutti, e che la Buddità sia con tutti noi>* 😉

On Air >* 2014 

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