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Daya e la Green Medicine Revolution in Cile

Q u e s t a   d o l c i s s i m a  b i m b a  d i  n o m e  EMILIA, che grazie alla Cannabis ha sconfitto un tumore cerebrale, è la piccola testimonial del Progetto Daya, il primo, in tutta l’America Latina, che prevede la coltivazione legale di cannabis medicinale.
La FUNDACION DAYA è un’organizzazione senza scopo di lucro il cui obiettivo è quello di promuovere la ricerca e le terapie alternative per alleviare le sofferenze umane.
Il documentario che segue -disponibile in edizione integrale su YouTube– mostra al mondo un modello di sviluppo di politiche sanitarie legate alla Cannabis e GESTITE DALLA GENTE.
Guardatelo! La Cannabis è un PATRIMONIO dell’UMANITÀ’. E non può essere lasciata tra le grinfie di Aziende che pensano solo al profitto.
Il docu-film della Geek Media, è prodotto da Paradise Seeds, la company seeds olandese da sempre attivamente impegnata nella diffusione e nella promozione di informazione, iniziative e progetti legati alla Cannabis medicale.
www.paradise-seeds.com
www.onairmagazine.it

https://www.youtube.com/watch?v=iiczDsLzHQk&feature=youtu.be

MedicalCannabisBikeTour>*ci siamo*


M a n c a n o   p o c h i   g i o r n i  all’evento di solidarietà cannabica più importante del mondo.
Siamo veramente orgogliosi, ad un solo anno di distanza dalla nascita del nostro magazine, di essere riusciti a sponsorizzare questa iniziativa così meritoria. Ma non finisce qui: OnAir infatti seguirà da vicino, tappa per tappa, istante per istante e pedalata dopo pedalata le terza edizione dell’MCBT dal’11 al 13 giugno, attraverso tre Paesi – Germania, Belgio, Olanda – e con arrivo ad Amsterdam nel weekend del Cannabis Liberation Day!
Mentre ancora fervono i preparativi, siamo lieti di pubblicare il logo della nostra sponsorship gentilmente speditoci dagli organizzatori che ringraziamo e vogliamo aggiornarvi sulla campagna di crow funding che sarà lanciata dagli stessi organizzatori del tour il giorno della partenza per ulteriori 85.000 euro per i progetti di studi clinici e di ricerca sulla cannabis medicale che i MCBT promuove. Ringraziamo quindi fin d’ora, anche a nome degli stessi organizzatori, chiunque voglia aiutarci a promuovere e diffondere l’iniziativa, contribuendo, ne siamo certi, a rivoluzionare la storia della medicina e ad aiutare migliaia di persone di tutte le età che oggi beneficiano delle molte proprietà della nostra amata ganja!
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MC Biketour
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1001 AB Amsterdam
The Netherlands
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L’esercito che potrebbe piacerci>*

affinche

Q u e s t o  è  u n   m o m e n t o   s t o r i c o.

E questo è sicuramente l’esercito che potrebbe piacerci!

Arriva la marijuana di Stato: sarà prodotta dall’Esercito
Via libera alla coltivazione della cannabis per uso terapeutico La scelta è caduta sullo stabilimento chimico militare di Firenze.
Le coltivazioni controllate dallo Stato consentiranno di controllare i prodotti e abbassare i prezzi dei medicinali
Lo Stato produrrà marijuana a uso terapeutico. Per un paradosso della storia, a produrla sarà l’esercito italiano: verrà coltivata dallo stabilimento chimico militare di Firenze. Le origini dell’istituto farmaceutico risalgono al 1853, quando a Torino fu istituito un deposito di Farmacia militare.
Oggi lo stabilimento fiorentino, nato con l’obiettivo di produrre medicamenti per il mondo militare, ha esteso la sua attività anche al settore civile. E ora produrrà i farmaci derivati dalla cannabis attualmente importati dall’estero a costi elevati. Il via libera è stato dato dai ministri della Difesa e della Salute Roberta Pinotti e Beatrice Lorenzin, dopo varie polemiche e rallentamenti. La notizia verrà ufficializzata entro settembre.
Pinotti (Pd) aveva dato da tempo il suo ok. Lorenzin (Ncd) è stata più prudente, non solo per un approccio culturale diverso: soprattutto perchè le questioni che il suo ministero deve affrontare sono diverse e molto delicate dal punto di vista tecnico. Era stato istituito un tavolo di lavoro dove la questione è stata esaminata anche con l’istituto farmaceutico militare. Adesso, spiegano al dicastero della Salute, sono in via di stesura i protocolli attuativi. A questo punto, non è escluso che entro il 2015 i farmaci cannabinoidi saranno già disponibili nelle farmacie italiane.
Eppure questa conclusione non sembrava così pacifica: si temeva da una parte della maggioranza che si aprissero le porte alla liberalizzazione delle droghe leggere. Ma chiarito che non è questo il caso, l’accordo è decollato. Il ministro Lorenzin ha sempre detto che «dal punto di vista farmacologico, non ci sono problemi all’uso terapeutico della cannabis: nessuno mette in dubbio gli effetti benefici, ma va trattato come un farmaco». Insomma, non si tratta di fumarsi una canna, ma di coltivazione e produzione controllata e monitorata da una struttura, addirittura militare.
Il ministro della Salute, che si definisce una persona «open mind» e non chiusa in preconcetti ideologici, come ha dimostrato pure sulla fecondazione eterologa, non accetta che su questa materia si agitino battaglie culturali con l’obiettivo di liberalizzare le droghe leggere. «La mia impressione è che in questo Paese non si riesca a parlare in temi in termini laici e asettici, senza ricominciare a parlare di liberalizzazione».
Diverso è il caso di agevolare l’uso della cannabis a uso terapeutico, in particolare il ricorso ai cosiddetti farmaci cannabinoidi per lenire il dolore nei pazienti oncologici o affetti da HIV e nel trattamento dei sintomi di patologie come sclerosi multipla, sla, glaucoma. Perchè questo è l’obiettivo che porta la svolta di affidare a una struttura militare la coltivazione della marijuana e la produzione dei farmaci derivati.

Molte diffidenze nei confronti del ministro Lorenzin erano venute da ambienti Radicali e anche del Pd. Era stato detto che la responsabile della Salute frenava, rallentava questa soluzione, che invece aveva visto la sua collega Pinotti subito d’accordo.
Il senatore Luigi Manconi del Pd è stato uno dei più critici: rimane ancora diffidente perchè vuole vedere se si andrà fino in fondo in questa scelta. Era stato lui a proporre una legge per consentire la coltivazione della cannabis da parte di soggetti autorizzati, come appunto lo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze. «In condizioni, quindi, di assoluta sicurezza, ma il ministro Lorenzin ha ritardato nel dare una risposta positiva a fronte di una dichiarazione di consenso da parte del ministro Pinotti».
Adesso la risposta positiva c’è stata e nei prossime settimane verrà dato l’annuncio ufficiale.
Chi in questi anni ha insistito per questa soluzione, come la radicale Rita Bernardni, ha fatto presente i costi altissimi e la difficoltà di reperire i farmaci cannabinoidi.

Infatti solo 60 persone in Italia hanno avuto accesso alla cannabis per uso terapeutico attraverso le Asl.