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Raccomandata via 0nAir con Ricevuta di Ritorno e Diffida Morale a Futura Memoria : sta arrivando >*

La Nostra Raccomandata via 0nAir con Ricevuta di Ritorno e Diffida Morale a Futura Memoria è partita >>*
Auguriamo Buon Lavoro a Tutti quelli che si occupano di Cannabis Terapeutica, Diritto alla Cura e Diritto di Cannabis nel nostro paese. Compreso il Tavolo Tecnico Ministeriale che si sta svolgendo a Roma.
E, a chi continua a lottare in vari modi per il Diritto di Autocoltivazione di Cannabis, diciamo solo : Hasta Sjempre >*
Potete scaricare il testo e personalizzare la vostra Raccomandata su:
https://www.onairmagazine.it/onair/raccomandata-a-r…egione-siciliana/
>>>> >>> 👆 <<< <<<<
Perché crediamo che l’Unione sia Forza, ma che Ognuno dovrebbe avere il Diritto, il Dovere e il Piacere, di Esprimere le Ragioni del proprio Diritto anche in Prima Persona>*
Rimanete attenti e consapevoli in vista di prossimi aggiornamenti. Perché ricordate: quando non ci sono più strade per tornare indietro, non resta che andare avanti >*
“Possano le tue scelte riflettere le tue speranze, non le tue paure” – Nelson Mandela

esseì x il Diritto di Cura >*

RACCOMANDATA A.R. CON DIFFIDA MORALE A FUTURA MEMORIA ALL’ ASSESSORE DELLA SALUTE DELLA REGIONE SICILIANA

Nelle scorse settimane, nel contesto della situazione critica, per non dire disastrosa, della Cannabis Terapeutica in Sicilia, ho avuto, come Paziente e come responsabile dell’attività di 0nAir Magazine, l’esigenza di ricercare e realizzare un canale di comunicazione il più possibile  diretto e senza mediazioni gerarchiche, burocratiche o politiche,  con le Istituzioni competenti, e nella fattispecie con l’Assessorato della Salute della Regione Siciliana e con l’Assessore Ruggero Razza. Un canale attraverso cui riportare i dati di realtà che emergono da una moltitudine di esperienze di cittadini siciliani in cura con la Cannabis

.

Ho così condiviso il Testo di Questa Raccomandata con Ricevuta di Ritorno con i ragazzi di Cannabis Cura Sicilia, una delle maggiori Associazioni di Pazienti della nostra regione, che intende costituire un modo per porre all’attenzione del diretto interessato (l’assessore), le questioni urgenti che riguardano l’ambito del Decreto Regionale sui Farmaci Cannabinoidi che porta la sua firma e alcuni punti sui quali l’Assessore potrebbe agire immediatamente.

Vi Chiediamo, se vi riconoscete nei contenuti di questa comunicazione, che è anche una Diffida Morale a Futura Memoria, di condividerne il contenuto, di scaricarla , stamparla e inviarla all’Assessore nelle forme che preferite.

La nostra Raccomandata d’0nAir  partirà domani, 25/05/2022, che è anche il giorno in cui si terrà a Roma il Tavolo Tecnico Ministeriale sulla Cannabis Terapeutica >>*

RACCOMANDATA ESPRESSA CON RICEVUTA DI RITORNO ALL’ASSESSORE RUGGERO RAZZA
ASSESSORATO DELLA SALUTE REGIONE SICILIANA

Gentile Assessore,

Questa Raccomandata A/R le arriva da parte di tanti cittadini siciliani attualmente in cura con la Cannabis e con farmaci a base di Cannabis e da alcune Associazioni che li rappresentano.
Ci rivolgiamo a Lei in quanto Responsabile Istituzionale del Sistema Sanitario Regionale siciliano e firmatario del D.A. n.18 del 17-01-2020 sulle Preparazioni Magistrali a base di Cannabis per uso terapeutico / e Linee di Indirizzo di utilizzo e rimborsabilità a carico del S.S.R. in Regione Sicilia.
Le segnaliamo con questa nostra comunicazione che le disposizioni contenute nel Decreto da Lei emanato nel Gennaio del 2020 rimangono ad oggi largamente disattese, rischiando ogni giorno di più di tramutarsi in “lettera morta”.
Nello specifico, sulla base di molteplici esperienze dirette (anche documentabili),
denunciamo quanto segue :

1) La lentezza con cui dalle ASP del suo Assessorato vengono gestite le pratiche inerenti i Piani Terapeutici a carico del S.S.R. a base di Cannabinoidi, e quindi i “nulla osta” alle Farmacie Private Convenzionate per le preparazioni richieste con “ricetta rossa”, ha raggiunto livelli tali da essere pregiudizievole per l’efficacia terapeutica degli stessi, arrecando in alcuni casi danni e disagi, anche gravi, ai pazienti in cura;

2) Le Farmacie Ospedaliere scontano una cronica carenza di disponibilità di Cannabis a causa della mancanza di un Piano Regionale per i Farmaci Cannabinoidi con un adeguato piano di approvvigionamento in relazione a fondate previsioni di bisogno che evidentemente Lei non ha avuto cura di predisporre e implementare per tempo;

3) Le Convenzioni con le Farmacie Private sono ancora troppo limitate e mancano di Linee Guida di Concertazione tra ASP e Farmacie Convenzionate per ottimizzare il servizio di erogazione e ridurre al minimo arbitrii, ostacoli burocratici, difformità di trattamento e, in ultima analisi, disagi aggiuntivi per il paziente;

4) A due anni dall’entrata in vigore del “Suo” Decreto permane una diffusa ignoranza di Medici ed Operatori del Servizio Sanitario Regionale sulle nuove evidenze scientifiche sul Ruolo dei Cannabinoidi in Medicina Umana. Le Stesse Evidenze Mediche, peraltro, su cui è legittimamente fondato il “Suo” Decreto. E per questo appare ancora più grottesco e grave quando a manifestare tale impreparazione siano proprio, in alcuni casi, operatori di quelle Unità Ospedaliere del Servizio Regionale siciliano che, sempre per Suo Decreto, e in termini di Legge, sono responsabili della predisposizione dei Piani Terapeutici e della Cura dei Pazienti con la Medicina Cannabinoide;

5) L’ Elenco delle Patologie per cui il Suo Decreto [il cui riferimento scientifico è il criterio di Evidence Based Medicine aggiornato al 2015 ], riconosce l’utilizzo di preparazioni a base di Cannabis a carico del S.S.R., appare oggi troppo ristretto e, proprio secondo lo stesso principio di riferimento scientifico internazionale dell’ Evidence Based Medicine, andrebbe aggiornato e integrato alla luce di tutta quella mole di studi clinici ed osservazionali prodotti dal 2015 ad oggi, che indicano l’evidenza dell’efficacia terapeutica della Cannabis, per esempio, nel trattamento dell’ipertensione intraoculare nel glaucoma resistente alle terapie convenzionali (effetto ipotensivo), o nella Riduzione dei movimenti involontari nella Sindrome di Gilles de la Tourette, e che in altre regioni, come il Piemonte, il Veneto, Abruzzo, Basilicata, Campania, Lombardia, Trentino, Marche, Puglia, sono stati ampiamente recepiti.

Veda Assessore, sappiamo bene che il suo compito non è facile, sappiamo che il suo mandato volge al termine, e che in un futuro non lontano magari non ricoprirà più il ruolo che oggi ricopre e le politiche sanitarie sulla Cannabis Terapeutica non saranno più un problema suo. Ma a noi rimarrà il danno o il beneficio generato dal suo agire di oggi. Gli effetti di quello che Lei oggi potrebbe fare e non sta facendo. E lo ricorderemo per sempre perché si rifletterà sempre sul rapporto che abbiamo quotidianamente con il nostro corpo e con le sue sofferenze.

Sappiamo che a livello nazionale la possibilità che si arrivi a varare una nuova Legge sulla Cannabis sono molto ridotte. Viviamo in un Paese pronto a fare la guerra, ma incapace di adeguare per il bene della comunità le proprie politiche sociali e sanitarie. E sappiamo che anche le Sue promesse circa l’avvio di progetti (anche sperimentali) per la produzione di Cannabis Terapeutica in Sicilia, sono destinate a rimanere appunto tali: belle promesse.
Perché noi siciliani siamo sempre stati promotori di innovazione ma è da tempo che i nostri rappresentanti politici non ci provano nemmeno.
E, nonostante abbiamo guardato con interesse al recente Bando dell’Assessorato all’Agricoltura della nostra regione per una Consultazione Preliminare di Mercato per l’Avvio di un Progetto innovativo per la Fornitura di Cannabis Terapeutica, sappiamo che difficilmente nei mesi a venire sarà possibile, guardando alle priorità politiche dell’esecutivo regionale di cui Lei fa parte, aspettarsi azioni che possano migliorare concretamente e sensibilmente la condizione di disagio che viviamo, ogni giorno, come pazienti di Cannabis.

Ma sappiamo anche benissimo che quello che oggi le chiediamo, in onore e dignità di coerenza, rientra ampiamente nelle Sue immediate possibilità operative ed è ciò che abbiamo inteso essere tra le Sue priorità di servizio. Ed è qualcosa che Lei può fare subito, nell’immediato, alleviando almeno in piccola parte, il disagio e la sofferenza che subiscono tanti siciliani.

Nell’ordine e nello specifico le chiediamo quindi quanto segue:

a) Alzi il telefono Assessore, e chiami i suoi Dirigenti!
Metta mano alla penna e si dia cura di predisporre adeguate Circolari di Servizio!
Attenzioni gli impiegati sul problema.
Faccia loro presente che ogni ritardo, ogni lungaggine burocratica aggiunta, ogni tempo morto nel flusso di lavoro relativo ad un Piano Terapeutico ed ai relativi nullaosta, equivalgono a sofferenze aggiuntive a carico di persone che vivono l’incertezza del Diritto alla Cura, che invece andrebbe sempre rispettato, indipendentemente dai limiti del sistema.

b) Si impegni con la stessa determinazione e con le opportune iniziative affinché gli operatori delle Unità Ospedaliere del Servizio Regionale siciliano vengano adeguatamente formati sui Farmaci Cannabinoidi e sulla Medicina del Sistema Endo-Cannabinoide, visto che gli stessi, per Suo Decreto, sono responsabili della predisposizione dei Piani Terapeutici.

c) In ultimo, consapevoli che il suo mandato volge al termine e che il tempo stringe, le chiediamo di convocare urgentemente un tavolo tecnico per adeguare il suo Decreto sulla Cannabis, estendendo l’ambito di utilizzo delle preparazioni a carico del S.S.R alle patologie che attualmente rimangono fuori dalla rimborsabilità (vedi punto 5) in piena discrasia rispetto ad altre regioni e di estendere agli specialisti delle relative Unità Ospedaliere siciliane la possibilità di prescrizione di Piani Terapeutici con preparati a base di Cannabis.

Consideri questa nostra Raccomandata una vera e propria Diffida Morale a Futura Memoria. Inoltrata da noi primi sottoscrittori a Suo indirizzo e rafforzata da tutti i cittadini siciliani che vorranno sottoscriverla anche dopo che le sarà stata recapitata e dopo che il suo contenuto verrà pubblicamente condiviso. Una Diffida Permanente ad agire con coerenza e tempestività nella tutela dei Diritti dei pazienti siciliani.

Perché fra qualche mese forse lei non sarà più Assessore alla Salute, ma c’è ancora tempo di dare valore a ciò che è stato fatto, di dare un senso a questo Decreto del 2020 che, in fondo, è anche un po’ nostro, frutto dell’impegno e del coraggio di alcuni e della forza di molti.
DI chi ostinatamente ne faceva uso terapeutico anche quando il mondo urlava che era solo droga. Un Decreto che, come una buona pianta Cannabis, potrà generare frutti, o meglio “fiori” anche quando Lei non sarà più Assessore e che sicuramente sarà la base da cui ripartire per ottenere un Diritto che oggi mentre le scriviamo è ancora sostanzialmente negato.

In Attesa di Risposta e di Riscontro Le auguriamo Buona Giornata Assessore e…Buon Lavoro.

Seguono Firme>


 

Penso che l’unione sia forza, ma che ognuno dovrebbe avere il Diritto, il Dovere e il Piacere di esporre le Ragioni del proprio Diritto in prima persona >*

esseì , postino d’0nAir >*

2022-Odissea nel Diritto: / Sulla Prescrivibilità della Cannabis Terapeutica in Italia tra dissonanze Cognitive, Distopie Sanitarie e Discronie Costituzionali –

E’ cosi: da una parte ci sono le Leggi (che una volta erano persino all’avanguardia), ci sono decenni di evidenze scientifiche, di studi clinici e osservazionali, c’è la conoscenza neurobiologica che, a partire dal sistema endocannabinoide e dal ruolo della Cannabis ha generato nuove prospettive in medicina umana e veterinaria che in altri paesi vengono da tempo praticate.

Natural Born Healer

Dall’altra c’è quel campo di realtà che ancora oggi in Italia, e specialmente in Sicilia,  segna l’ambito della Medicina del Sistema Endocannabinoide e soprattutto le procedure di prescrivibilità delle preparazioni a base di Cannabis.

E’ un campo di realtà, lo sanno bene i tanti pazienti cannabici e chiunque sia un minimo attento alla problematica, attraversato dallo STIGMA della DROGA e dall’introiezione, anche inconsapevole, degli ASSUNTI  di BASE dell’ideologia proibizionista. Ed un ambito caratterizzato da profonde differenze tra Regione e Regione, nonostante la presenza di una Legge nazionale.

Quasi un secolo di oscurantismo in medicina, sulla ricerca dei meccanismi di azione della cannabis e sulle funzioni neuro-biogiche dei cannabinoidi, ha prodotto in effetti delle conseguenze che arrivano ogni giorno sino a noi, generando bolle di realtà in cui è difficile ritrovare quell’evoluzione scientifica e medica che d’altra parte, si è compiuta.

Persino nelle U.U. O.O. del nostro grande e variegato Sistema Sanitario Nazionale, le stesse che potrebbero e dovrebbero prescriverla nel Trattamento del Dolore e di tutti quei disturbi e patologie per cui la Legge (quella che in teoria c’è) ne prevede l’impiego, può capitare ( e chi scrive, scrive per esperienza personale) di respirare un clima da “ospedale militare” del secolo scorso

.

Un clima da “istituzione totale”, come totalitarista è l’ideologia proibizionista che la attraversa. Dove il rigido rispetto che si deve al “protocollo” ed alla “procedura” viene per definizione prima al rispetto dovuto alla persona ed alla cura della stessa.

E qui veniamo alla Dissonanza Cognitiva: si prova effettivamente una strana sensazione, come un blocco del pensiero che si paralizza di fronte ad una forza sovrastante, nel vedere la Cannabis Farmaceutica trattata quasi come fosse una sostanza letale o radioattiva(?) !

Proprio da chi dovrebbe conoscerne natura biologica – molecolare, principi attivi e meccanismi di azione a livello neuro-cellulare.

E fa ancora più impressione se, magari, da anni ci si cura con le infiorescenze di quest’erba e , magari, nel corso di questi anni ci si è tenuti aggiornati sul tema. Si diventa Pazienti Scomodi e il clima Distopico può arrivare a quel punto a farti sentire in una caserma invece che in un unità ospedaliera di Terapia del Dolore. L’esperienza del Paziente non conta niente, e così l’esperienza che il paziente ha del proprio corpo e della propria sofferenza. Anzi su di lui incombe il pregiudizio dell’inattendibilità e della colpevolezza: il reato che segretamente gli viene ascritto  è quello di desiderare una terapia a cui non ha diritto sino a prova contraria di assoluta necessità, con tanto di certificazioni e marche da bollo , o costosi passaggi da Specialisti in Carriera con tanto di Studio Griffato.

Poco importa se quella terapia tanto desiderata è priva di effetti collaterali e ricca di effetti neuro-rigenerativi e protettivi. Il pregiudizio di colpevolezza sul Paziente che desidera curarsi con la Cannabis è ancora troppo diffuso nel nostro sistema sanitario e sociale : se ambisci ad un Piano Terapeutico a carico del Sistema Sanitario, potenzialmente sei colpevole di richiederlo senza averne diritto. Peggio del Reddito di Cittadinanza.

La quantità di burocrazia, regalo del Decreto Lorenzin,  prevarica qualsiasi reale libertà di scelta della migliore opzione terapeutica, rendendo “quasi” impraticabile quel Diritto alla Cura che in teoria la Legge riconosce. Mentre per assurdo a questi criteri restrittivi sulla Cannabis Terapeutica si accoppia una leggerezza nella prescrizione varie categorie di farmaci i cui principi attivi hanno innumerevoli effetti collaterali alcuni dei quali letali. Sulla strada per un Piano Terapeutico con la Cannabis troverete infatti innumerevoli prescrizioni preliminari di OPPIOIDI, ANTINFIAMMATORI NON STEROIDEI, ANTIDEPRESSIVI, ANESTETICI, CORTISONICI, ANTICONVULSIVANTI.

Medicinali che per quanto soggetti in alcuni casi ad una stringente legislazione, e per quanto contenenti Principi Attivi tristemente noti per gli effetti collaterali

e per la dipendenza che possono creare, vengono dispensati al “colpevole” paziente fino ad avere l’eventuale prova inconfutabile dell’assoluta necessità della Cannabis e della mancanza di una valida alternativa terapeutica. 

Funziona così. E se superi tutte queste prove, se dimostri inconfutabilmente la tua “innocenza” , carte alla mano ed effetti collaterali sulla pelle, allora ci riuscirai.

Avrai la tua Terapia, il tuo Piano Terapeutico e per qualche mese, disponibilità di prodotto permettendo, dovresti stare tranquillo, come una specie di ritorno all’equilibrio, un temporaneo ritorno al proprio tempo ed alla propria casa. Perché ci si sente fuori dal tempo e senza tetto quando manca la cura che il nostro corpo riconosce come efficace.

Ma non c’è da illudersi, l’odissea non sarà finita. Nemmeno allora. Ci sarà ancora da attraversare quel mare che ci separa dalla sponda del Diritto dal quale la Cannabis, tutta senza distinzioni, è stata separata nel 1990 con la Legge 309.

Ci sarà da raggiungere l’obiettivo di una Nuova Legge sulla Cannabis,  che metta insieme il Diritto Universale di Autocoltivazione con il Diritto alla Cura dei pazienti. Ci sarà da investire milioni nell’economia liberata di questa pianta invece che sperperare risorse in deliranti Lotte alla Droga. Perché la Cannabis è la prima e più potente arma contro il mercato criminale delle droghe e contro l’uso di sostanze stupefacenti letali. Basterebbe legalizzarla. Ci sarà da ricucire le ragioni spezzate della Canapa Industriale e di quella con il THC. Ci sarà da dare la possibilità alle associazioni di consumatori di cannabis di potersi organizzare in forme di coltivazioni collettive. Ci sarà da fare questo e molto altro prima di potere approdare su un terreno sicuro e nuovo per il Diritto di Cannabis in Italia. E, solo allora, forse, potremo sentire, noi che amiamo questa pianta,  di tornare ognuno nella propria liberata isola di benessere, come in un grande arcipelago dove il tempo può tornare a scorrere senza blocchi e oppressioni. Come ITACA liberata dai Proci.

Esseì dall’Isola che non c’era >*

 

 

 

 

 

 

Sistema Endo Cannabinoide

CANNABIS 2022 : da Cura Impossibile a Terapia Virtuale con Gravi Effetti Collaterali Sociali(almeno in Sicilia)

Le Evidenze Scientifiche sono lampanti.

Certo è che ad oggi in Italia la possibilità di curarsi legalmente con la Cannabis e di trattare il dolore con i principi attivi di questa pianta è, se non inesistente, quantomeno sostanzialmente virtuale.

Lo sanno bene i tanti che c’hanno provato e che ci provano con le cosidette “ricette bianche”, prescrizioni mediche a proprio carico che il più delle volte si scontrano con la carenza di prodotto nelle farmacie e con la difficoltà quindi di garantirsi la fondamentale “continuità terapeutica”, oltre che con i costi esorbitanti dell’approvvigionamento e con i pregiudizi e la disconoscenza della natura dei Cannabinoidi anche nell’ambiente medico-sanitario dei cosiddetti “addetti ai lavori”.

Così come lo sanno benissimo i pochissimi pazienti con Piano Terapeutico a carico del SSN e con la cosidetta, ambitissima, “ricetta rossa”.

Quelli che il più delle volte hanno dovuto affrontare odissee personali per il riconoscimento del proprio Diritto a questa Cura. Sfidando oltre che gli stereotipi, i pregiudizi e l’ignoranza di cui sopra, anche la resistenza diffusa del Sistema Sanitario.

Persone che hanno affrontato e affrontano sulla propria pelle la sofferenza della privazione della propria migliore Terapia e che sono state costrette quasi ad esibire, in barba ad ogni criterio di PRIVACY, le proprie patologie e gli effetti collaterali devastanti delle opzioni terapeutiche precedentemente sperimentate e gentilmente offerte dal SSN, prima di vedersi riconosciuto l’elementare Diritto alla Scelta della Cura che è virtualmente sancito dal nostro ordinamento.

Si, perché nonostante l’impegno lodevole di attivisti e di qualche associazione (alcune anche a “conduzione familiare” perché nate appunto da una storia individuale) la realtà generale rimane quella di un sistema medico-farmacologico del secolo precedente.

 

Natural Born Healer

Centrato per esempio sull’uso massivo di oppiacei nella Terapia del Dolore, i cui effetti “secondari” sono tristemente noti alla comunità scientifica internazionale (tanto che negli Stati Uniti il loro uso, anche di quelli di “nuova generazione”, è stato fortemente stigmatizzato per le terribili conseguenze sociali), e assolutamente dis-in-formato sulle evidenze scientifiche (neuro-biologiche) sul ruolo degli endocannabinoidi e dei derivati della Cannabis nella modulazione e nel controllo del dolore ( neuropatico, oncologico,osteoarticolare).

Segnato ancora diffusamente dal pregiudizio ideologico proibizionista a tal punto da avere sviluppato una sorta di grottesca e oscura forma di “obiezione di coscienza” sulla Cannabis Terapeutica !!

Capita cosi, anche nelle Unita Operative Ospedaliere di Terapia del Dolore di imbattersi in medici che pur conoscendo in teoria gli aggiornamenti scientifici di settore, hanno difficoltà a percorrere la via terapeutica e la clinica dei Cannabinoidi; come se avessero introiettato a tal punto l’”oggetto persecutorio proibizionista” a tal punto da non riuscire a concepire la natura stessa delle evidenze neurobiologiche sulla cannabis.

Eppure sempre più studi internazionali sul trattamento del dolore indicano l’opportunità di ricorrere alla Cannabis addirittura come prima scelta terapeutica. Proprio per l’assenza di effetti collaterali velenosi come quelli derivati dagli oppiacei.

 

Mentre qui in Sicilia l’oppiaceo scorre ancora a fiumi. Perché curare il proprio dolore con il Depalgos, o con il Targyn, più o meno alla lunga sicuramente ti devasta, però magari non hai effetti collaterali sociali e anche per il Medico è tutto più facile. Ti portano a casa il farmaco, paghi il ticket, pochi euro anche per i non esenti, ed il gioco è fatto. E milioni di confezioni di oppiacei continuano ad essere dispensate a milioni di cittadini, per la felicità di informatori scientifici e case farmaceutiche.

La Cannabis Terapeutica invece può veramente migliorarti la vita. E, se hai patologie di un certo tipo, può contribuire a migliorare sensibilmente il tuo quadro clinico senza alcun effetto collaterale negativo ai danni di altre parti o funzioni del tuo organismo.

Non è un caso che i “bugiardini” degli oppiacei contengono chilometri di controindicazioni, interazioni pericolose, effetti collaterali ed effetti paradosso; mentre sulla Cannabis, anche nelle Linnee Guida di Somministrazione del SSN,  esiste solo qualche precisa precauzione d’uso senza peraltro che sia presente in nessun caso un rischio di reazione avversa letale. Questo perché oggi sono universalmente noti i meccanismi di smaltimento del THC e la sua natura neurobiologica non tossica, non velenosa, ma protettiva.

Avere legalmente accesso ad una Terapia a base di Cannabis però è tutta un’altra storia. E’ anche quella una scelta che può cambiare la tua vita, ma in peggio. Può costringerti ad affrontare il peso di un micidiale meccanismo istituzionale di negazione e di impedimento, con il carico del giudizio sociale, dei meccanismi di etichettatura, di esclusione, di marginalizazione.

Gli Effetti Secondari Sociali dell’Uso Terapeutico della Cannabis quindi sono ancora pesantissimi ed in alcuni casi debilitanti per l’individuo.

Il senso di frustrazione induce uno stato di prostrazione che spesso, insieme alla carenza di terapia, porta a forme di dipendenza complesse, all’abbandono della cura, o a rivolgersi al mercato nero, con buona pace del…Legislatore.

Certo, per fortuna, la Natura è provvida. Ed esisterebbe la possibilità di auto-coltivarla la propria cura, quella si reale, naturale e non-virtuale.

Però, a parte l’impegno di vita, la competenza e la dedizione che questo comporterebbe e che non tutti potrebbero permettersi, ecco che il Legislatore, lo stesso che si arrende al fatto che il Diritto di Cura da egli stesso sancito rimane inapplicato, potrebbe presentarsi e avere qualcosa da ridire; rendendo quegli “effetti collaterali sociali” dell’uso terapeutico della cannabis di cui sopra ancora più pesanti se non letali (denunce, procedimenti penali ecc.).

 

 

 

 

 

Forse andrebbe scritto proprio questo in un ipotetico e futuribile “bugiardino” sulla Cannabis Terapeutica in Sicilia?! >>Potrebbe essere un’idea per migliorare la conoscenza generale della materia oltre che dei pazienti anche degli operatori del settore : Ministri, Assessori, Direttori Sanitari, Dirigenti ed Impiegati d’Area, Medici, Psicologi, Farmacisti, Operatori Sanitari; nonché a tutti gli Operatori delle Forze dell’Ordine di ogni ordine e grado.

Intanto però magari sarebbe un idea ancora migliore rendere diffusamente operativa nella nostra regione un minimo di formazione di base sulle “nuove”, si fa per dire, prospettive su Sistema Endo-Cannabinoide e Cannabis Terapeutica in Medicina Umana, almeno nelle Unità Ospedaliere di Neurologia, Anestesiologia, Terapia del Dolore …

In modo da rendere un po’ meno virtuale o meglio olografico il contenuto di quel Decreto n.18 del 17-01-2020 della Regione Sicilia sulla Cannabis Terapeutica.

 

Andiamo Assessore, in fondo non rimane più tanto tempo. Altrimenti poi non rimarranno che gli oppiacei.

 

esseì from 0nAir Planet >*

 

“NON FATTA LA LEGGE: prolungato l’inganno”. L’ombra lunga della L.309/90 >*

L’ombra lunga della 309/90

Fatta la legge, trovato l’inganno“: è il principio ancestrale che attraversa la storia di ogni ordinamento giuridico dall’origine delle prime forme sociali ad oggi.

E, in effetti, quando nel 1990 venne promulgata la Legge n.309, meglio nota come “Vassalli-Iervolino”, l’inganno si palesò in tutta la sua portata a molti. Specialmente a chi si occupava di Diritto Civile, Penale, Costituzionale.

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Una prima parte dell’inganno consisteva nell’introdurre nel nostro Ordinamento elementi “pre-moderni” di Legge Morale.

Il Consumatore di Sostanze Vietate viene perseguito non in quanto produce un danno altrui, o a limite a se stesso, ma proprio in quanto Consumatore di una Sostanza dichiarata ILLEGALE e quindi Vietata. Punto.

.L’introduzione di questo dispositivo medievale nel nostro ordinamento seguiva la deriva della Convenzione Internazionale sugli Stupefacenti del 1988, svolta a Vienna, in cui si dichiarava la filosofia della “Tolleranza Zero” nei confronti dei semplici consumatori, senza distinzione di sostanze, nel quadro della strategia di Guerra Totale alla Droga  orchestrata dagli Stati Uniti d’America. >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>> Fù quello il vero punto di inizio della Micidiale Industria Italiana dei Tossicodipendenti. L’ inaugurazione del Lucroso Mercato dei Consumatori. Quello capace anche di trasformare, attraverso l’equiparazione della Cannabis alle Droghe Pesanti, milioni di innocui cittadini consumatori d’Erba, in MERCE super-redditizia per gli affari delle lobby ed i gruppi di interesse legati alla gestione dei percorsi di disintossicazione, di trattamento, di riabilitazione del tossico nelle Comunità Terapeutiche e nei Centri di Recupero.

Uno dei cardini della 309 infatti, è contenuto negli artt. 72 3°comma e 72-quinquies, e prevede per il consumatore/imputato la “facoltà di chiedere la sospensione del procedimento ove si sottoponga volontariamente al programma terapeutico e socio-riabilitativo previsto dall’art. 97” della stessa legge.

Secondo i medesimi articoli Prefetto e Giudice possono revocare la sospensione del procedimento nel momento in cui abbiano notizia che l’imputato/tossicodipendente abbia interrotto il programma …”ovvero mantenga un comportamento incompatibile con la sua corretta esecuzione”.

La coercizione e il ricatto. Tutto, pur di avviare ogni libero consumatore di un Erba Benefica alla Fabbrica della Tossico-Dipendenza.

E, in buona sostanza, il passaggio dalla Legge 685 del 1975, quella di Pannella per intenderci, che definiva il Consumo Personale come Azione Privata ( e quindi non perseguibile), alla “Vassalli/Iervolino” con tutto il suo impianto impositivo, ideologico e persecutorio, è stato paragonabile ad una transizione militare da uno stato di relativa libertà democratica ( in cui vige una relativa libertà di opinione e di espressione) ad un regime totalitario che si impone con l’uso della forza e dei mezzi più coercitivi: censura, liste di proscrizione, campi di concentramento.

DA QUEL MOMENTO … lunghi anni di imposizione di un modello ideologico e chiuso e la “fissazione” di un idea coercitoria e morale di “salute” sono stati interrotti solo da alcuni momenti, sprazzi di Diritto Moderno nel tempo bloccato del Testo Unico sugli Stupefacenti. Come l’abrogazione dell’odiosa “Fini-Giovanardi” e qulche sentenza assolutoria  della Cassazione sull’AutoColtivazione di un limitato numero di piante di Cannabis.

Per il resto… persino quando l’indirizzo delle Convenzioni Internazionali mutava, sia in tema di Strategie di contrasto, sia in tema di classificazione del THC (unico cannabinoide vietato), l’INGANNO della 309 e le sue varie mostruosità giuridiche hanno continuato a determinare in maniera spietata i suoi effetti letali. Sul nostro ordinamento, sulla situazione delle nostre carceri, su un reale contrasto alle Narco-Mafie, sulla salute di centinaia di migliaia di cittadini e sulle potenzialità economiche e sociali di una coltura e di una pianta che potrebbe generare una formidabile Filiera Produttiva.

Persino oggi, nel 2022, mentre la nostra  società e la nostra umanità sono sferzate da Pandemie e Conflitti Bellici tra Regimi, si riverbera e cala l’ombra densa e pesante di quell’inganno ( o di quella “Montagna di Inganno” compiuto 32 anni addietro ai danni del Diritto di tutti noi.

Come nei giudizi di ammissibilità sul Referendum sulla Cannabis      ( il Primo Referendum Autofiorente della Storia Italiana!!!) della Corte Costituzionale  che ha fatto a pezzi quell’esercizio straordinario di Democrazia che era stato la raccolta di 700.000 firme in pochissimo tempo, con le dichiarazioni rappresentate dal suo Presidente che è apparso più a suo agio con la realtà giuridica e normativa del secolo scorso. Secolo in cui fù anche Presidente del Consiglio negli anni d’oro, o se preferite “verdi”,  della 309 e del suo “grande inganno”.

Quello che, legislatura dopo legislatura, viene perpetrato ai nostri danni da ogni Governo e da ogni  Parlamento non in grado di produrre una #nuovaleggesullacannabis 

ESSEI’ contro gli inganni del Potere >*

 

 

 

 

 

 

Ci Risiamo…>* Ring the Alarm !

C’era da aspettarselo. Perché nelle lotte per il Diritto, sia esso politico, civile, umano o sociale, difficilmente si pareggia: o si vince o si perde.

E sul versante del Diritto di Cannabis è da tempo, dal 2016 volendo essere precisi, che in Italia si perde.

Nonostante le ottime premesse degli anni passati, nonostante le più recenti  decisioni dell’O.N.U. e le innumerevoli e incontrovertibili evidenze sulla natura atossica e terapica dei Cannabinoidi, compreso il THC.

… Nonostante i Tavoli Tecnici e gli orientamenti della Conferenza Nazionale sulle Droghe. Nonostante il gran lavoro di Attivisti e Associazioni. E nonostante il Referendum in programma ed il Successo della Campagna per la Raccolta delle Firme.

C’era da aspettarselo perché è chiaro che se non si ottiene una legge giusta sulla Cannabis con il THC, non puoi sperare di avere una buona legge sulla Cannabis senza (o con poco) THC. Se sei fermo alla 309 del 90, difficilmente puoi riuscire ad avere una legge adeguata per promuovere la Canapa .

E così ci si è ritrovati con una legge sulla Canapa, quella del 2016, che addirittura vietava ai produttori la vendita di Infiorescenze, pur senza THC, se non per “Uso Tecnico”, non “Umano”.

Cose dell’altro mondo dunque!

Che hanno prodotto nel giro di 5 anni, oltre che una delle più bieche speculazioni di settore ( vedi erba light), una ripetuta e nevrotizzante caccia alle percentuali vietate e valanghe di sequestri preventivi, con un danno al settore ancora non bene quantificabile.

C’era da aspettarsi che non essendo riusciti in anni di lotte a liberare il PRICIPIO NEGATO, il THC, o presto o tardi anche altri cannabinoidi sarebbero stati irretiti in una serie di proibizioni ed in una sorta di  monopolio statale/farmaceutico.

Ecco il motivo della (apparente) insensatezza della Legge sulla Canapa del 2016, quella che doveva Promuovere la filiera di una Pianta Straordinaria (la cui coltura da anni la Comunità Europea ci chiede di reintrodurre in maniera massiccia), e che invece ne vietava ai produttori la vendita di infiorescenze ad uso erboristico, alimentare, cosmetico, ecc.(mentre in Italia sono regolarmente  in commercio infiorescenze di Canapa ad uso erboristico provenienti da altri paesi della C.E.

D’altronde avevano già recentemente provato il colpaccio del CBD.

Natural Born Healer

Avevano già provato ad espropriare la gente, persino in questo momento di emergenza pandemica, anche di questo preziosissimo principio attivo che, se anche non classificato come stupefacente, ha sempre mostrato tanti effetti neuro-biologicamente interessanti e appetibili dall’industria del farmaco.

Il nostro Ministro della Sanità. Il Ministro “ossimoro”.

DPCM dopo DPCM…

“Lasciate ogni speranza, voi che a Speranza v’affidaste…..”
E adesso passano di nuovo all’attacco, proponendo addirittura di assoggettare il CBD alla Legge Criminale del 1990, la famigerata 309, e di trattarlo come stupefacente! Fantastico. L’Oligopolio Farmaceutico è servito.

Non sappiamo come andrà a finire questa specie di golpe repressivo sul Diritto di Cannabis dei cittadini italiani, ma sicuramente le reazioni da parte di associazioni, realtà di settore e attivisti, non sono mancate e sono state tempestive.

Ma sappiamo per certo che non basterà ricacciare indietro questo ennesimo attacco proibizionista, e forse potrebbe non bastare un Referendum a mettere la parola “fine”, a scolpirla , su quasi un secolo di proibizionismo italiano, ma occorrerà infine espugnare definitivamente il castello di proibizione intorno a questa pianta, liberandone finalmente tutto il potenziale. Perché nella vita come nella lotta antiproibizionista spesso non c’è pareggio possibile.

E, come nelle rivoluzioni, o si trionfa o si muore.

 

 

Hasta Sjempre Sacra Pianta >*
Non abbasseremo il nostro sguardo>*

 

esseì from 0nAir Planet >*

 

 

 

 

 

 

 

VI Conferenza nazionale sulle dipendenze a Genova :la Conferenza senza Speranza.”Oltre le fragilità” o Oltre gli Spot (?)……

Le fragilità si sono viste tutte. A Genova, in Conferenza,  e nei Tavoli Tecnici che l’hanno preceduta. Le fragilità del sistema penale e sanitario, prima di tutte.

E dei modelli istituzionali che ne articolano il funzionamento.

Le Fragilità del Sistema di Contrasto alle Droghe  prima ancora  delle fragilità delle persone che usano droghe:                                            di quei “tossico-dipendenti” che ancora si fatica a chiamare “consumatori”.

La Fragilità e la Caducità di un Ministero della Salute e di un Ministro che non si è nemmeno presentato al tavolo, privando così il simposio di un attore fondamentale nella concertazione di politiche e di linee guida, oltre che della carica di ottimismo semantico insita nel cognome del ministro assente.

E poi la fragilità di generazioni di classi politiche, di ceto istituzionale e governativo nel prendere atto del fallimento.

Il fallimento di politiche antidroga che per decenni hanno tentato di acchiappare il fumo con le mani, sperperando miliardi e perseguitando centinaia di migliaia di consumatori, devastandone la vita in tanti casi. La lotta alla droga che diventa guerra ai drogati. Senza cavare il ragno del benessere sociale e individuale, dei diritti della Persona e della Riduzione del Danno, dal buco della sofferenza, della persecuzione ideologica, della devastazione sistematica di intere fasce generazionali.

Il Pregiudizio Ideologico che resiste alla verità scientifica, la convenienza elettorale che prevale sul buon senso delle politiche sociali. Oltre le fragilità emergono anche le contraddizioni. 

Si dichiara il fallimento del vecchio modello proibizionista, si denuncia l’insostenibilità della Legge 309 del 1990 ma ci si incarta nel fornire in maniera determinante a Parlamento e Governo l’input determinante per elaborare nuove soluzioni legislative.

Bisognava fare Pace con la Storia, prima ancora che con le visioni sulle politiche sulle sostanze stupefacenti

e con chi ( milioni di cittadini ), per vari motivi, ogni giorno, le usa.

Bisognava fare pace anche con la Convenzione Internazionale sugli Stupefacenti e con l’O.N.U., che recentemente ha riclassificato la Cannabis togliendola dalla Tabella delle Sostanze Pesanti.

E…bisognava fare la pace con la Ricerca  Scientifica, con la Medicina degli ultimi trenta anni in tema di Cannabinoidi e di Sistema Endo-Cannabinoide.

Bisognava fare pace con il THC, il Principio Attivo Vietato, riconoscerne la a-tossicità, il ruolo naturale che svolge nella neuro-fisiologia umana, e anche la valenza medico-terapica che svolge.

Ed effettivamente tante tematiche sono state affrontate, nei tavoli tecnici che hanno preceduto le giornate di Genova e negli interventi dei conferenzieri. Che, pur rappresentando ancora alcune posizioni di vecchia impostazione, hanno espresso le nuove prospettive inerenti soprattutto la riduzione del danno ed il rispetto della scelta della persona.

Ma, pur dando atto alla Ministra Fabiana Dadone di avere onorato la Delega alle Politiche sugli Stupefacenti ricevuta dal Presidente Draghi con sincera motivazione trasformativa, oltre che con efficacia organizzativa, rimane il dato incontrovertibile di uno scollamento sostanziale tra il prodotto di questo evento atteso da una dozzina di anni e il luogo deliberativo dove è possibile convertire i ragionamenti in fatti, gli intenti in cambiamenti.

Il Parlamento ha inserto in legge di bilancio il finanziamento di 10 milioni di Euro per l’istituto farmaceutico militare di Firenze, per la produzione di Cannabis Medicinale. E inoltre è spuntato un emendamento inerente la creazione di un Agenzia Nazionale per la Cannabis, che dovrebbe costituire una realtà indipendente in grado di gestire le concessioni previste, in teoria, dalla normativa attuale, ma mai attivate.

Insomma, qualcosina sembra muoversi, una finestra sembra aprirsi sul Diritto di Cannabis. Ma è un finestra con un piccolo spiraglio in un edificio ermeticamente chiuso. 

Troppo poco per stare tranquilli. Troppo poco per sperare di potere presto respirare un aria migliore.

Rimane il Referendum a garantire una sorta di assicurazione a medio termine di possibilità concreta di imprimere un cambiamento alla questione.

 

 

 

 

 

Ma intanto, prima di fare bilanci su questa stagione aspettiamo non tranquilli la Nuova Legge Finanziaria ed i numeri che verranno fuori circa il futuro della Cannabis in Italia.

A presto.

Esseì from 0nAir Island >*