CRACK – IL SUONO DEL PROIBIZIONISMO – [Quando una pipa non è una pipa e la riduzione del danno diventa reato]

IL SUONO DEL PROIBIZIONISMO

 

ECCOCI QUA, a parlare di cose che avevamo già detto, cose evidenti, anche nel frastuono di un mondo in guerra. Cose lampanti, come il fatto che la repressione e la proibizione non pagano in ambito di politiche sociali. Come il concetto inossidabile che i diritti civili, sociali, umani, ed il loro continuo percorso di crescita non possono essere soggetti alle visioni di parte del Governo di Turno.

Occorre uno sguardo ed una capacità di visione che si elevi di volta in volta al di sopra delle mischie di interesse, delle feroci dispute di parte.  Esattamente quello che, sin dal primo momento, è sembrato mancare a questa attuale compagine governativa.

Non è nemmeno più un problema di essere di destra o di centro o …      Il problema consiste nel trattare le realtà del paese come se fossero scacchiere dove giocare le proprie partite di affermazione politica.

Vedi le politiche sulle sostanze, sulle dipendenze, sulla socialità delle nuove generazioni, sulla sicurezza: tutte improntate alla negazione dei nessi di causa ed effetto, all’ uso, infruttuoso, della forza e dell’imposizione. Come la cosi detta “Lotta alla Droga”, un vero pasticcio dispotico e distopico, oltre che una micidiale trappola semantica e semiotica nella quale i partiti di governo stanno facendo ri-precipitare la vita di milioni di cittadini nonché il nostro sistema giudiziario, soprattutto quello penale, e penitenziario.

E il decreto anti-rave, e la chiusura di Centri Sociali ( solo quelli di sinistra) e la stretta sul diritto di manifestare, e le disposizioni (isteriche?) del nuovo decreto sicurezza su i comportamenti di resistenza passiva dei detenuti nei penitenziari, e le norme sull’immigrazione……

La lista sarebbe lunga, ma c’è un unico elemento comune che rende facile orientarsi nell’analisi di queste azioni di governo. Un filo conduttore di una medesima istanza: quella della negazione dell’altro. L’altro in tutte le sue forme, ad iniziare dalle “altre realtà”, quelle che non si vogliono accettare, come quella della relazione tra proibizionismo e mafie, tra la repressione e il dilagare di nuove dipendenze, tra apparente intransigenza e aumento del danno.

Così capita anche, notizia di questi giorni, che il principale partito di governo denunci alla Procura  il Comune di Bologna e gli operatori di Fuori Binario per l’azione di “distribuzione di pipe idonee al consumo di crack”  (intervento di riduzione del danno dalla riconosciuta efficacia in ambito socio-sanitario e inserito dal 2017 nei Livelli Essenziali di Assistenza).

Qui la pipa, diventa altro, emblema e paradigma di un azione politica. Contro l’approccio pragmatico della riduzione del danno agisce il pragmatismo allucinatorio di questo governo. Questa  non è una pipa – per dirla alla Magritte.

Questa è la rappresentazione plastica di un sistema di pensiero. La prova tangibile del tradimento da parte del Governo di questo paese della Realtà di cui si dovrebbe occupare, delle proprie responsabilità politiche fondamentali.

Il problema nella loro allucinazione non è il progressivo, e inarrestabile al momento,  espandersi del mercato illegale del crack, con l’enorme costo in termini di salute pubblica e di vite umane.  No, il vero problema risiede nel fatto che un Comune (guarda caso di sinistra)  possa mettere in campo, con l’aiuto di un Associazione (di sinistra?) misure di prevenzione  e di riduzione del danno, come quella di distribuire pipe, in grado di ridurre lesioni, infezioni e altri rischi legati all’uso di strumenti improvvisati, oltre a favorire il contatto con i servizi socio-sanitari.

E’ tutto chiaro.

Anche la mancanza di lucidità di questa nuova inquisizione.               Che forse ignora che dovrebbe denunciare non solo il Comune di Bologna, ma decine di enti pubblici in tutta Italia, Regioni, ASL e Comuni, e di enti del privato sociale che le pipette le distribuiscono almeno da un paio di anni, così come dai primi anni ’90 del secolo scorso distribuiscono siringhe sterili. Denunciarli per avere applicato la Legge. Denunciarli per avere in questi lunghissimi anni di perdurante proibizionismo salvato un numero incalcolabile di giovani vite umane dai rischi di infezioni letali.

Chi sa come la prenderebbero in Procura…?

Ah, no. Scusate. Li potrebbero esserci delle Toghe Rosse………..

 

ESSEì from 0nAir Zone >*

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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