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molti fiori un solo campo tanti semi
il viaggio nel meraviglioso universo della cannabis non può non prevedere lunghe e approfondite esplorazioni della costellazione dei BREEDERS e delle più importanti BANCHE SEMI In Europa e nel mondo.
Chi bene semina è a metà del raccolto e per noi di OnAir è molto importante conoscere personalmente le compagnie di semi che ospitiamo nel nostro magazine e le loro REALI FREQUENZE…

LaGuida per fare l’Olio (di Cannabis) cheAiuta la Vita >*[GoodNews from BuenaVista0nAir’Club]

Si dice che conservare il proprio sguardo sul mondo aiuti a non perdere la vista.

E noi, qui su 0nAir Planet,  ogni tanto per vedere meglio quello che accade nel quotidiano presente, spesso recuperiamo sguardi passati su momenti importanti, momenti vissuti che hanno ampliato i nostri orizzonti visivi e visuali.

Vissuti che ci hanno accompagnato ad attraversare le soglie di nuovi universi di realtà, che ci hanno fatto diventare più grandi prima di tutto nella nostra capacità di vedere e di vivere. 

 

..Vissuti che Aprono Orizzonti e che disegnano Futuro…..

Tutto qui, e, ad 0nAir, non sembra poco >*

Conservare lo Sguardo può salvare la Vista…>*

Ed ecco perché oggi il Direttore ha deciso di riproporci uno di quei momenti, e di condividerlo con quanti di/Voi/Noi/Voi, ci auguriamo in tante/i, avranno voglia, desiderio, interesse e curiosità e piacere di ampliare il proprio sguardo, conservandolo!, su nuove Visioni, Visuali e Vedute;)
In ogni modo stiamo parlando di qualcosa di estremamente interessante: il famosissimo Rick Simpson Oil, l’olio di cannabis, completamente naturale e senza rilevanti effetti collaterali, ormai conosciuto in tutto il mondo e riconosciuto dalla Comunità Scientifica Internazionale e dall’O.M.S. >*  
Rick Simpson ha guarito se stesso da un melanoma metastatico nel 2003 e da allora ha dedicato la sua vita a divulgare le proprietà curative e rigenerative della cannabis, mettendo a disposizione di tutti la sua ricetta originale per l’estrazione dell’olio dalle infiorescenze essiccate.
Egli si è convinto, sulla base della propria personale esperienza e di numerosissimi riscontri clinici lungo l’arco dell’ultimo ventennio, che ingerire oralmente olio di canapa distrugga le cellule tumorali nel corpo  con l’uso topico, può controllare o addirittura curare varie malattie della pelle, quali i melanomi.
Tuttavia, come con qualsiasi sostanza, con un proprio Principio Attivo, può avere alcune controindicazioni e causare effetti collaterali;  fra i tre più importanti citiamo desiderio di cibo, l’euforia, la sonnolenza.
Si tratta di un farmaco estremamente sicuro rispetto ai centinaia di farmaci in commercio, infatti, nessuno è mai morto di cannabis, somministrata in qualsivoglia forma e in qualsiasi quantità.
[√ Tranne l’ormai nota storia del tipo colpito da un baule contenente 150 chilogrammi di pura Ganja scagliato dal settimo piano di un palazzo di pusher in cui stava per svolgersi una retata ∂] 
In questi 20 anni Rick ha trattato con il suo OLIO, pazienti di qualsiasi condizione medica, tra cui: cancro, AIDS, artrite, sclerosi multipla, diabete, leucemia, morbo di Crohn, depressione, osteoporosi, psoriasi, insonnia, glaucoma, asma, ustioni, emicranie, regolazione del peso corporeo, dolore cronico e mutazione cellulare (polipi, verruche e tumori). Buona parte di queste esperienze sono raccontate nel documentario “Run from the cure”, che è stato realizzato da Christian Laurette nel 2008 .  In questo documentario vengono spiegati in modo meticoloso tutti i benefici dell’olio di cannabis. Qui sotto il Link per la Visione Integrale : https://youtu.be/n_ggVZBPdyQ
Ma c’è di più: rendendoci perfettamente conto che, con i tempi che corrono, probabilmente pochi sarebbero in grado di provvedere da se all’estrazione del Rick Simpson Oil, vi proponiamo nell’occasione una breve panoramica dei vari metodi per ricavare l’olio dalla Cannabis, e anche i vari preparati che sono ad oggi prescrivibili e reperibili in molte farmacie galeniche. Parliamo di Preparati che in farmacia si possono acquistare  con ricetta medica*, dato che per l’attuale Legge sugli stupefacenti il THC è classificato come farmaco stupefacente e psicotropo.Pensiamo di fare cosa buona e giusta vista anche la necessità diffusa di fronteggiare attacchi virali e patogeni di vario tipo e vista l’esigenza sempre crescente  di Integratori Naturali che sostengano le nostre Attività Cellulari senza effetti collaterali….

Con il termine “olio di cannabis medicale” si possono intendere diverse preparazioni galeniche con diversi metodi estrattivi e solventi diversi, ed il Medico prescrittore può richiedere qualunque metodica di preparazione, tra quelle lavorabili dal Farmacista.

Per le Estrazioni dell’Olio contenente i Principi Attivi si possono utilizzare tutte le varietà legali di cannabis terapeutica reperibili in Italia:

  • Olandese (Bedrocan, Bediol, Bedrobinol, Bedica e Bedrolite),
  • Canadaese (Pedanios 22/1, 8/8 e 1/12)
  • Italiana prodotta dallo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze (FM1 e FM2)

Si tratta di Preparazioni Galeniche, ossia realizzate dal Farmacista in Laboratorio. Non è un Farmaco Pre-Confezionato.  

Esistono molteplici modi per prepararlo: con una sola varietà di cannabis, con un mix (blend) di cannabis, con un tipo di olio piuttosto che un altro. 

Lo stesso flacone di olio (esempio 50 ml) può essere fatto più  o meno concentrato a seconda della quantità di cannabis usata (10 grammi di cannabis, 20 grammi, 50 ecc.).

E’ una scelta del Medico e del Paziente e,  là dove il costo della preparazione non viene rimborsato dal sistema sanitario publico, è anche una questione di disponibilità economica.

E, in ultimo, anche se preparato con la stessa quantità di cannabis (es. 5 grammi in 50 ml), ogni Farmacia può avere metodi di preparazione differenti che portano a concentrazioni differenti.

Per questo è sempre fondamentale richiedere  il certificato di analisi dell’olio, che la Farmacia deve sempre eseguire OBBLIGATORIAMENTE.

Detto Questo, >> per capacità estrattiva, sicurezza del solvente e diffusione metodologica le Principali Tecniche Estrattive sono:

A) L’estrazione in olio di oliva (puro, di grado farmaceutico da Farmacopea) che produce un olio di cannabis terapeutico  detto “Cannabis Olive Oil” ottenuto da cannabis farmaceutiche diverse e , con THC in % variabile.
 La via di somministrazione fortemente raccomandata è l’assunzione sublinguale o transgengivale, in modo da bypassare il metabolismo di primo passaggio e permettere di raggiungere elevate concentrazioni nel sangue.

B) L’estrazione in altri oli vegetali (arachidi,  mais, …) tutti di grado Farmaceutico. 

C) L’estrazione in olio MCT (medium chain triglycerides), un olio a base di trigliceridi a catena media costituiti da acidi grassi a media catena che non richiedono l’azione emulsionante dei sali biliari e vengono assorbiti più facilmente. Questi sono più solubili in acqua e attraversano più facilmente lo strato acquoso che bagna il villo intestinale. Somministrati per via orale possono essere assorbiti e idrolizzati direttamente dalla mucosa intestinale senza subire l’iniziale idrolisi enzimatica. 

D) L’estrazione in alcool etilico (puro 96°, di grado farmaceutico da Farmacopea e non alcool alimentare), Cannabis Oil FECO – Full Extract Cannabis Oil  o appunto olio di cannabis Rick Simpson (RSO)/FECO.

*Per tutte queste preparazioni occorre la Ricetta Medica poiché contengono THC in percentuale variabile ma consistente.

Abbiamo Pubblicato la Guida per il Rick Simpson Oil in Collaborazione con il nostro complice Borjs Zimetov (a lui un Abbraccio Gigantesco) 4 anni fa, nel Numero 6 di 0nAir, un numero Speciale con ben 132 Pagine che ci era costato un incredibile mole di lavoro e di impegno.

> > a Borjs arrivi
un Abbraccio >>>>>Gigantesco…>*

Un Numero stampato in 10.000 copie che sono poi state sottratte a Noi/Voi/Noi/Voi(…)  in maniera fraudolenta da una (nota?) grande(?) azienda del settore che doveva farci da “sponsor” e che invece si era trasformata in “cecchino”.

Una Brutta e Passata AVVENTURA, che avrebbe potuto “eliminarci” e che invece ci ha reso mirabilmente più forti.

 

 

…un Complice che si era rivelato un Cecchino…..

 

E la Forza e la Fragranza del 6 e arrivata sino ad OGGI, integra, nonostante le ferite, resistendo ad attacchi vari e tempeste di veleno.

E, da quel numero, attraverso le infinite e spesso imperscrutabili Vie della Forza,  ecco a voi la Guida ( Visuale ; ) per fare l’Olio di Rick, che ti Salva la Vista e ti Aiuta la Vita:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::>*

> > a Borjs arrivi
un Abbraccio >>>>>Gigantesco…>*

…E qualsiasi cosa proviate a fare, fatto in Sicurezza Please!

 

BuonaLettura, Buona Guida, Forza, Coraggio e Sù con la Vista >* 😉

Prendetevi Cura di Voi, Non abbandonate mai il vostro speciale sguardo sul mondo e non perdete il vizio di Essere voi Stessi >*

Ci vediamo con L’8 >*

Nel Frattempo …

…..nel frattempo….
rimaniamo Uomini >*

….Rimaniamo Uomini >*

Redazionale 1/21 from 0nAir Planet >*

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

19 Dicembre 2019: Amanti della Cannabis, Segnatevi Questa Data!

A quanto pare l’aria di Natale, quest’anno, ha portato a qualcuno una buona dose di coraggio e di determinazione per iniziare a sanare una delle piaghe più infette del nostro ordinamento penale: la L.309/90>*

Ancora una volta, dove la Politica non osa e dove non arriva la forza dei Movimenti Civili, arriva la nostra Costituzione a salvarci attraverso una Giurisprudenza moderna e democratica……

E così c’hanno pensato le Sezioni unite penali della Cassazione nell’udienza del 19 dicembre scorso, chiamata a esprimersi su un ricorso presentato il 21 ottobre, a decidere che Coltivare Cannabis in casa, se le piante sono poche e per uso personale, non è reato, sancendo, attraverso quanto deliberato Giovedì 19 Dicembre 2019, che:

non configurano reato “le attività di coltivazione di minime dimensioni svolte in forma domestica, che, per le rudimentali tecniche utilizzate, lo scarso numero di piante, il modestissimo quantitativo di prodotto ricavabile, la mancanza di ulteriori indici di un loro inserimento nell’ambito del mercato deglistupefacenti, appaiono destinate in via esclusiva all’uso personale del coltivatore”. 

Viene dunque sostenuta, in maniera unitaria,  la tesi per cui il bene giuridico della salute pubblica non viene in alcun modo pregiudicato o messo in pericolo dal singolo assuntore che decide di coltivare per se’ qualche piantina, e quindi  non costituirà più reato coltivare in minime quantità la cannabis in casa.

La Corte costituzionale che già in passato era intervenuta più volte sul tema, aveva sin qui sposato una linea rigorosa, basata su un semplice principio: la coltivazione di cannabis è sempre reato, a prescindere dal numero di piantine e dal principio attivo ritrovato dalle autorità e anche se la coltivazione avviene per uso personale.

Si affermava che “la condotta di coltivazione di piante da cui sono estraibili i principi attivi di sostanze stupefacenti” potesse “valutarsi come ‘pericolosa’, ossia idonea ad attentare al bene della salute dei singoli per il solo fatto di arricchire la provvista esistente di materia prima e quindi di creare potenzialmente più occasioni di spaccio di droga”.

E questo orientamento, tranne qualche sentenza isolata e “controcorrente” come quella del 2011, dove si affermava che una sola pianta di cannabis non può essere considerata ‘offensiva’ dato che “non è idonea a porre in pericolo il bene della salute pubblica o della sicurezza pubblica” , ha sin qui prodotto una giurisprudenza bloccata sull’assioma proibizionista, peraltro perfettamente sposato dalla linea della Consulta che con la decisione del 9 marzo 2016 aveva tirato il cappio al riconoscimento del Diritto di Coltivazione di Cannabis per Uso Personale.

Ora il cambio di rotta sembra evidente, e se non c’è proprio un ribaltamento del principio di colpa proibizionista, almeno ci pare di intravedere un punto di svolta nel lungo cammino della Liberazione del Principio (attivo!) negato (leggi THC).

E adesso, in questi giorni di pranzi di festa e di cene natalizie, dopo avere gustato l’antipasto della massima provvisoria emessa dalla Corte dopo l’udienza del 19 dicembre, attendiamo “sens’ansia & senza stress” le motivazioni della pronuncia, per potere, magari, brindare, insieme all’anno che verrà, anche al Tempo Nuovo del Diritto di Cannabis in Italia.

esseì from 0nAir Planet >*

 

 

Secret Cup | IV edizione | Napoli 2018 – La vittoria è uno sballo

Q u a n d o   s i   c o n o s c e  u n a c o s a d a l P r i n c i p i o, e la si è vista crescere, ci si rende subito conto dei cambiamenti che manifesta. E’ il caso della Secret Cup Napoli, che arrivata quest’anno alla Quarta Edizione, cambia passo e si rilancia come Iniziativa Politica & di Attivismo Cannabico, punto di riferimento reale per il Diritto di Cannabis in Italia >*
La manifestazione si svolge ogni anno a Napoli, con il principale scopo di diffondere e attuare pratiche di resistenza contro ogni forma di proibizionismo e restrizione.
Ogni anno decine di competitors si incontrano e mettono a valore il frutto del proprio lavoro in uno spazio creato dal basso, principalmente grazie al lavoro volontario di tantissimi ragazzi, il cui scopo principale è la creazione di una competizione pulita e nata dalla spinta di una volontà collettiva finalizzata allo sdoganamento di una questione che altrimenti non avrebbe ragione di esistere in un sistema politico, come quello italiano, che condanna indiscriminatamente ogni forma e uso di sostanze legate alla cannabis e ai suoi derivati.
Secret Cup Napoli si propone inoltre, anche attraverso la propria pagina Secret Cup Napoli  di dare rilevanza pubblica, non solo all’evento e alla competizione in sè, ma alla definizione di una questione, considerata ancora oggi un tabù. Lo scopo è moltiplicare pratiche, condivise, legate al discorso sulla marijuana, supportato da una narrazione politica che dia rilevanza a forme di resistenza contro tutto il discorso sul proibizionismo.
Quest’anno ne abbiamo approfittato per scambiare qualche riflessione con Adriano, anche sulla attuale situazione italiana e sulle contraddizioni di un settore e di un ambiente, dove tutti sembrano guardare solo al proprio metro quadrato di orticello. E sulla più generale crisi economica e sui suoi nessi con le leggi proibizioniste.
E quello che ci ha detto il sorprendente Capitano di Legalized, va ben oltre la sua ben nota intelligenza e acume. A proposito dell’enorme massa di economie individuali massacrate, in maniera sommersa, dalle leggi e dalle logiche proibizioniste e dalla negazione del Diritto di Coltivazione, la prospettiva “geniale” e degna di una Lezione Universitaria di Sociologia Economica, è quella di pensare e di considerare esplicitamente l’Economia Pubblica, cioè la macro-economia italiana, dominata dalla crisi, come “effetto” delle tante Economie Individuali, la micro-economia del cittadino comune, “strozzate” e rese dipendenti dal narco-traffico e dall’illegalità e schiave del denaro.
LA CRISI COMPLESSIVA DELL’ECONOMIA ITALIANA CO-GENERATA DA UN SISTEMA GIURIDICO CHE NEGA AI CITTADINI LA POSSIBILITA’ DI COLTIVARE “ECONOMICAMENTE” LA LORO PIANTA PREFERITA.
In questo senso Realtà come LEGALIZED sono in Italia un esempio concreto di Attivismo Cannabico reale, con la forza di un messaggio storico: “Non vendere ciò che coltivi”! e con la difesa della Coltivazione Personale preferita a qualsiasi forma di commercializzazione e distribuzione controllata. Ci sono vari modi di portare avanti le proprie idee e i propri ideali e di “lottare” per ciò che si ritiene un proprio “diritto”. Così come ci sono molti modi di condurre un’impresa e di gestire un’attività commerciale. Il modo di Legalized l’ho scoperto 4 anni fa, all’inizio della mia avventura con 0nAir, e ne sono rimasto subito impressionato! E’ la verità. La loro, per quanto ho avuto modo di sperimentare in questi anni, è coerenza pura tra il dire e il fare. Una merce rara di questi tempi.
Coerenza tra il pensare e l’agire, tra stomaco, cuore e cervello. Ed è questo modo che si riflette nella natura e nello spirito della Secret Cup Napoli e la rende unica. Un evento la cui portata va ben oltre l’indiscutibile valore delle genetiche e delle estrazioni in competizione. Un evento dove la Vittoria è concepita come capacita’ di superare i propri limiti, più che di portare a casa un trofeo.
Perchè solo così “ la Vittoria è uno Sballo” >*
Di seguito il Tabellone della Competizione con i Vincitori per le varie Categorie.
Buona Lettura e alla Prossima

 

Uscito nel 2016 e disponibile anche online il NumeroQuattro*>Il Seme Giusto

A t t u a l m e n t e   i n   D i s t r i b u z i o n e   i n   E d i c o l a (by AENNE PRESS DISTRIBUTORE) e nei GROW-SHOP (by I-grow DISTRIBUTOR)  IL NUMERO QUATTRO di OnAir “IL SEME GIUSTO” al nuovo prezzo straordinario e politico di 0,99 cent dedicato ai Semi di Cannabis (indica, Ruderalis, Sativa) e alle Piante che ne derivano, preziosissima risorse per moltissimi utilizzi, soprattutto quello MEDICO. 
In questo numero anche:
La Carta dei Diritti 
La ricetta del Rick Simpson Oil
L’impresa di Paradise Seeds in Cile
report su “A che punto è la Notte?” 
e interventi dell’Avv. Carlo Alberto Zaina, Mario Capanna, Marcello Baraghini & Tante Visioni Alternative dell’Essere
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Daya e la Green Medicine Revolution in Cile

Q u e s t a   d o l c i s s i m a  b i m b a  d i  n o m e  EMILIA, che grazie alla Cannabis ha sconfitto un tumore cerebrale, è la piccola testimonial del Progetto Daya, il primo, in tutta l’America Latina, che prevede la coltivazione legale di cannabis medicinale.
La FUNDACION DAYA è un’organizzazione senza scopo di lucro il cui obiettivo è quello di promuovere la ricerca e le terapie alternative per alleviare le sofferenze umane.
Il documentario che segue -disponibile in edizione integrale su YouTube– mostra al mondo un modello di sviluppo di politiche sanitarie legate alla Cannabis e GESTITE DALLA GENTE.
Guardatelo! La Cannabis è un PATRIMONIO dell’UMANITÀ’. E non può essere lasciata tra le grinfie di Aziende che pensano solo al profitto.
Il docu-film della Geek Media, è prodotto da Paradise Seeds, la company seeds olandese da sempre attivamente impegnata nella diffusione e nella promozione di informazione, iniziative e progetti legati alla Cannabis medicale.
www.paradise-seeds.com
www.onairmagazine.it

https://www.youtube.com/watch?v=iiczDsLzHQk&feature=youtu.be

dinafem seeds

DINAFEM LogoONAIR ‘N THE ROAD

Il GranDucato di DINAFEM >*

il Canapaio Ducale festeggia 12 anni e DINAFEM promuove la Festa Antiproibizionista di Parma >*

PARMA, 17-05-2014:

IL PRIMO EVENTO ANTIPROIBIZIONISTA “BENEDETTO” DAL COMUNE

Questa era l’undicesima e OnAir era lì.

Eppure è stata anche una “prima volta” importante.

Una di quelle prime volte che non si dimenticano. Anche per noi di OnAir.

Già perché quest’anno per il dodicesimo compleanno del growshop Canapaio Ducale, a differenza delle precedenti feste, è arrivato un importante sostegno istituzionale all’evento antiproibizionista, quello del Comune di Parma, che ha concesso il proprio patrocinio alla festa.

Decisiva la determinazione del Sindaco Federico Pizzarotti che ha accolto la richiesta degli organizzatori dichiarandosi “favorevole a un confronto e a una riflessione costruttiva sull’utilizzo della Cannabis e delle droghe leggere”.

Sponsor Ufficiale della manifestazione DINAFEMSEEDS, la seedbank spagnola tra le maggiori in Europa e nel mondo, che è impegnata in un opera di divulgazione informativa intorno alle proprietà medicinali e terapeutiche della Cannabis e ai costanti progressi della ricerca in questo ambito e che fa del diritto di informazione del malato sulle possibilità di cura offerte da questa pianta la propria “mission” d’impresa.

L’appuntamento era fissato per le ore 16.00 in piazza Picelli, ma noi siamo arrivati un po’ prima.

Ci piace così, crearci un po’ di spazio libero per fare le cose bene.

E così, prima della graffiante presentazione del romanzo “Guerrilla Plantation” di Gianluca Mantelli, abbiamo incontrato Nico de Mattheis  di Dinafem, e abbiamo fatto quattro chiacchere sulla situazione italiana, sulle recenti svolte internazionali e sulla crescente domanda di Cannabis Terapeutica, nonché sul work in progress di DINAFEM SEEDS Company in Italia&Europa. Di lì a poco il nostro Nico, che ringraziamo di cuore per la disponibilità e l’amicizia riservataci, avrebbe dovuto introdurre il primo dibattito in programma, e così un po’ per stemperare la tensione, anche con Bets, la moglie di Nico, che lo aiutava a predisporre gli ultimi flyer nell’accattivante stand di DINAFEM, si è iniziato a parlare di growing e di qualità di Canapa con alto contenuto di cbd. Da lì ad arrivare al tema dei TERPENI* il passo è stato breve…>*

A un certo punto abbiamo appena fatto in tempo a ringraziare Nico e Bets, convenendo che il nostro dialogo sarebbe potuto piacevolmente proseguire per giorni, prima che la prima delle 2 conferenze previste avesse appunto inizio:

E’ ORA DI CANNABIS TERAPEUTICA’,

a cui hanno partecipato oltre a Nico (DINAFEM), Antonella Soldo (Ass. Luca Coscioni) insieme a Giuseppe Fertonani (neurobiologo, psichiatra c/o Ausl di Parma), e a Rocco Caccavari (primo direttore del SerT di Parma e presidente dell’ ass. M. Savini).

L’introduzione di Nico ha sinteticamente fatto il punto sugli sviluppi delle linee d’incrocio per i diversi usi terapeutici, ha illustrato le diverse caratteristiche dei principali TERPENI (MIRCENE, LIMONENE, PINENE…), e le indicazioni che provengono da recenti studi che dimostrano che i terpeni attuano sinergicamente con i cannabinoidi, l’effetto chimico che questi producono nel nostro corpo.

Molti pazienti di cannabis terapeutica hanno notato che ci sono alcune varietá che li aiutano di piú di altre anche se hanno livelli di THC e CBD simili.

La differenza si incontra nella composizione dei terpeni e nella sua sinergia con i cannabinoidi. È per questo che i laboratori sono sempre più orientati ad approfondire gli studi su queste molecole, non solo per il loro contributo al sapore, all’aroma e al colore della Cannabis, ma soprattutto per le potenziali applicazioni mediche.

In questo senso Nico ha sottolineato l’elemento di soggettività nella risposta dell’organismo umano a determinate varietà di Cannabis ad elevato tenore di specifici cannabinoidi.

E in conclusione del suo intervento ha ribadito come l’ETICA di DINAFEM sia quella di sostenere il principio che “i composti a base di Cannabis elaborati per l’uso terapeutico dovrebbero poter giungere agevolmente ad una gran parte della popolazione e in particolar modo ai soggetti che ne hanno più bisogno e non possono permettersi di sostenere costi eccessivi per l’acquisizione degli stessi.”

Su TERPENI, CANNABINOIDI, ENDOCANNABINOIDI & FITOCANNABINOIDI, illuminante è anche l’intervento del Dott. Fertonani che spiega chiaramente quanto sia antica questa classe di sostanze e quanti delicati ruoli svolga nella nostra neuro-psico-fisiologia. Come dire che essere umano, Terpeni e Cannabinoidi sono in relazione positiva da migliaia di anni. Si è anche evidenziato, con l’intervento del nostro Direttore Psicologo >* 😉 il ruolo della Cannabis come “sostanza di uscita” da dipendenze da sostanze pesanti e come “sostanza di uscita” dalle sostanze di uscita: metadone, psicofarmaci, etc.

Antonella Soldo ha ricordato come il Governo Italiano dal 2007 ammetta l’uso medico della Cannabis ma come in realtà sia ancora difficile per i pazienti procurarsela legalmente. Andando in contro, oltre che a costi elevati, anche a relazioni con circuiti di illegalità. In ultimo Rocco Caccavari ha ribadito come di fronte la sofferenza e di fronte la possibilità di alleviarla usando una sostanza che la natura ci da, sia inammissibile tollerare proibizioni fondate sull’ignoranza e su visioni ideologiche, e che l’unica via da percorrere debba necessariamente essere quella del rispetto della libertà di scelta del paziente, ed ha in questo senso parlato anche della propria personale esperienza. Ha successivamente concluso il proprio intervento riportando i risultati del convegno dal titolo

Cannabis, prodotto naturale tra uso medico e consumo illegale – Regole per l’uso terapeutico tra scienza e pregiudizio“.

E poi è giunto il momento del piccolo intermezzo musicale proposto dalla Cannabis Social Band prima di passare al secondo dibattito in programma:

LEGALIZZAZIONE: UNA BUONA PRATICA PER LA SICUREZZA URBANA-
con la prima volta del Comune di Parma e del Sindaco Federico Pizzarotti rappresentato da un giovane consigliere comunale, e con la presenza di:

-Simone Bertacca ed Enrico De Somma, (nel ruolo di moderatori e consulenti scientifici rispettivamente per la parte medica e legislativa del comitato organizzatore), che hanno ricordato l’importanza di promuovere informazione e conoscenza sulle sostanze;

-Stefano Anastasia (pres. onorario Antigone e cofondatore Forum Droghe) che ha introdotto alle tematiche ed alle prospettive del convegno, di cui è stato artefice nell’ambito dell’assemblea nazionale di Antigone, dal titolo“Droghe. Oltre il proibizionismo”;

-Luigi Notari (del SIULP, il sindacato italiano dei lavoratori della Polizia di Stato), che ha confermato come anche tra le forze dell’ordine sia sempre più significativa la correlazione tra proibizione del consumo (persecuzione e punizione) e aumento dello spaccio e della criminalità. Come dire che la proibizione crea illegalità e quindi in-sicurezza sociale e urbana. Il contrario di una buona pratica dunque.

Si è affrontato durante il dibattito anche il tema dell’enorme costo per il sistema giudiziario e penitenziario della politica proibizionista italiana, e si è tirato, tutti insieme, un grande respiro di sollievo di fronte al cambio dei vertici del Dipartimento delle Politiche Antidroga conseguente alla cancellazione della Fini-Giovanardi.

La Riduzione del Danno è la via maestra che l’U.E. ha segnato nelle politiche di contrasto alle dipendenze da stupefacenti e il carcere deve essere riservato a chi traffica e mai al consumatore….

E alla fine, dopo tanto discutere, aleggiava su piazzale Picelli una atmosfera di soddisfazione, di piacevole sensazione di aver creato tutti insieme, partendo ognuno dal proprio punto di vista, ognuno con il proprio sguardo, una visione più grande e sicuramente più bella, più rassicurante, ed un campo visivo ancora più vasto, e per quanto ancora in parte inesplorato, decisamente interessante se non entusiasmante…

E sull’onda di questa armonica frequenza, e delle fragranti immagini dello stand di DINAFEM..OnAir ‘n the road, non prima di essersi assicurata qualcuno dei gadget e almeno una maglia tra quelle offerte dalla seed company di S. Sebastian, si è prodotta nel tuffo finale nella musica e nella notte con i concerti dei Cinzano Five featuring Funkylario, dei Paul Mad Gang e di Mr Kilgore……

E adesso anche noi dalla redazione soffiamo sulle candeline…..Buon Compleanno Canapaio, A Presto DINAFEM >*;)

OnAir’On the Road>* 😉

VAI AL SITO DINAFEM SEEDS

 

paradise seeds

Paradise LogoV E N T A N N I    D I   P A R A D I S E  >*

Luc Krol, il suo fondatore, quest’anno festeggia il ventesimo anno della sua attività, ed è per noi motivo di autentico piacere incontrarlo ad Amsterdam nella storica sede di Gravenstraat 12 per fargli gli auguri e per parlare degli inizi della sua straordinaria avventura, delle nuove sfide di Paradise e delle sue future prospettive professionali e umane, oltre che, chiaramente, per parlare di semi, di semina e di abbondanti e fragranti raccolti.

OnAir: Bene, intanto AUGURI di Cuore LUC per questo Paradisiaco Traguardo, e poi subito una curiosità: sono le 16 e 45 del 6 Giugno 2014, dov’eri venti anni fa, in questo giorno e a quest’ora??

Luc: (Sorride) Non ricordo esattamente, penso nel mio laboratorio di cannabis, a lavorare…(Risata)

OnAir: Ok, e adesso cerchiamo di seguire un certo ordine (che crediamo ti piacerà!).

Come in un Grow-Report di Paradise Seeds > Venti Anni in Una Pianta: Il Seme, il Terreno, le Cure (e il Lavoro per far Crescere la Pianta), i Raccolti (che son sempre la parte più bella, se si è ben lavorato!).

OnAir: IL SEME, ovvero gli inizi:Quando e dove nasce il tuo rapporto con la Cannabis e con la sua coltivazione ?

Luc: : La mia passione è cominciata quando, da ragazzo, un amico mi portò della ganjia dal Sudamerica, la fumai, mi piacque l’effetto e mi innamorai della pianta. Desideravo averne di più e pensai di coltivarla, ero rapito dal suo odore, dalla sua fragranza, dal modo in cui cresceva e fioriva.

Le piante venivano dalla Colombia, il mio amico, che era olandese, viveva in un’Isola, Aruba*, dove molti colombiani portavano erba e semi.

Quindi iniziai a coltivare qui ad Amsterdam le mie piante, a partire da questi semi.

OnAir: E quando “germina” l’idea del PARADISE SEEDS PROJECT e quali i presupposti commerciali da cui sei partito ?

Luc: E’ stato un incidente.

OnAir: Un caso di serendipità?

Luc: No, una sorta di accidente! Il mio era un hobby, una passione: amavo fare incroci e selezionare genetiche, avevo i miei barattolini dove conservavo i diversi tipi di seme, avevo un paio di centinaia di incroci diversi e li tenevo nel frigo! Ma questo per me era puro divertimento, anche per avere un po’ di erba da fumare, da dare agli amici e a qualche coffee shop, ai quali quest’erba piaceva moltissimo. Iniziarono a chiedermi sempre più semi perché avevano molte richieste da parte di persone che venivano da fuori, americani, italiani…

Sai, negli anni ’80 c’erano molti hippy italiani in Olanda, che volevano portare con sé questi semi da coltivare a casa. Così i coffee shop mi proposero di vendergli regolarmente i semi. I primi tre anni non fu un’attività commerciale, ma un giorno, un brutto giorno, venne la polizia nello squat dove vivevo e dove coltivavo per confiscarmi tutto. Io piangevo, ero molto triste, però pensavo anche ai molti altri semi e piante che avevo altrove, e quindi sapevo che avrei ricominciato. Ma la polizia mi ammonì, mi disse: “Attento ragazzo, tu finirai in prigione, tu fai qualcosa di illegale”. Allora risposi loro: “Quello che faccio io non è illegale: produco i semi, faccio degli incroci, seleziono le varietà. Il mio è uno studio, un lavoro serio”. La polizia allora mi chiese se avessi una company seeds, ed io risposi “Sì”, che avevo sempre pensato di farlo anche se ancora non l’avevo formalmente costituita: ed era vero. In realtà, ogni volta che fumavo, vedevo la mia impresa come in un sogno…

Dopo qualche giorno, in effetti, mi recai in Camera di Commercio per riempire i moduli necessari e, con atto notarile del 1994, non ricordo il giorno esatto, ho regolarmente aperto Paradise Seeds Company.

OnAir: Fantastico, anzi STELLARE! Concedici ora una seconda curiosità: come sei arrivato alla scelta del nome e del marchio ParadiseSeeds ? E’ frutto di un lavoro di branding preciso o la casualità, o meglio la “serendipità” (serendipity), ha giocato il suo ruolo?

Luc: Come ti dicevo, provando i benefici effetti della cannabis e vivendo giorno dopo giorno con questa pianta, io sognavo di creare una compagnia di semi e l’ho chiamata “paradise” perché questa pianta mi faceva sentire in paradiso e credo veramente che non ci sia bisogno di salire in Cielo per scoprire l’Eden, ma puoi raggiungerlo con questo piccolo seme e con quello che produce.

(Luc ci mostra uno dei suoi semi, n.d.r.).

OnAir: Il TERRENO: Dove nasce Paradise Seeds e come mai nasce proprio lì? Dove hai iniziato a far crescere le tue piante?

Luc: Tutto ebbe inizio proprio qui, in questo shop a Gravenstraat 12, venti anni fa, ed io come ti dicevo, a quel tempo vivevo in un grande squat a circa cento metri da qui.

C’era anche Patrick con me…(risate e sguardi nostalgici al suo complice collaboratore, n.d.r.)

OnAir: Ed ora la parte più faticosa: Le CURE e Il LAVORO per Crescere la Pianta (aziendale ovviamente!) Chiunque segua un minimo il lavoro di imprese come la tua si rende immediatamente conto di come il vostro sia una forma di ATTIVISMO d’IMPRESA, un attività imprenditoriale che coniuga in maniera inscindibile la ricerca degli utili con l’impegno di generare impulsi per un cambiamento sociale e culturale che crei valore per il maggior numero di persone possibili. Qual è la FILOSOFIA COMMERCIALE & la MISSION che ti ha ispirato all’avvio del percorso imprenditoriale? E Come sono stati i primi anni di sviluppo commerciale dell’azienda?

Luc: La nostra mission è diffondere i semi di cannabis in ogni parte del mondo.

Pensiamo che questa pianta debba essere coltivata ovunque perché ispira le persone, le rilassa, le cura e, in effetti, è una straordinaria e poliedrica medicina. E questa è stata la maggiore fonte di ispirazione all’inizio del Paradise project, e le basi etiche dalle quali siamo partiti.

Allo stesso tempo siamo consapevoli di essere un’impresa: molte persone lavorano con noi e possono vivere. Investiamo molto nella comunicazione e nella visibilità dei nostri prodotti che abbiamo reso accessibili a tutti tramite il web e i social media. Oggi non può esistere un’attività commerciale che la gente non sappia che esista! E questa visibilità ci permette di far circolare informazioni sugli usi positivi della pianta. Ma, aldilà dei metodi di commercializzazione la filosofia rimane la stessa: un prodotto di ottima qualità, per produrre benefica erba. E’ aumentata negli ultimi anni la domanda dei semi femminilizzati, mentre in passato era predominante quella di semi regolari, e molte persone usano i nostri semi per le loro esigenze e secondo i loro programmi, ma l’elemento di base rimane un prodotto di ottima qualità.

La nostra etica aziendale è di sviluppare incroci originali: altri prendono le nostre qualità e, da lì, combinano le loro. Ok, io penso che non ci sia nulla di male in questo, ma, per quanto mi riguarda, mi impegno a produrre le mie qualità originali e rimango fedele a questa mission.

Non ho segreti, punto alla qualità.

OnAir: E dimmi, Luc, com’è la competizione fra Seeds Company, considerata la condivisione della mission antiproibizionista?

Luc: La competizione è ovunque, caro Sandro, se non sei in competizione sei morto. Io desidero che Paradise Seeds sia riconosciuta come la migliore compagnia di semi del mondo e anche gli altri lottano per i loro obiettivi e quindi capirai che la competizione è feroce: gli altri fanno molta pubblicità e noi non possiamo non fare altrettanto. Se rimani fermo, vieni mangiato dagli squali.

Noi non siamo squali, ci piace avere buoni rapporti con le altre compagni e ma puntiamo al nostro risultato.

OnAir: …e quali invece, in questi vent’anni di growing aziendale, i momenti più belli, quelli in cui hai sentito che ce l’avresti fatta, i “Paradise Magic Moments”?

Luc: Ogni volta è un magic moment, ogni volta che da un piccolissimo seme cresce una splendida pianta e questo è valido per ogni grower.

Crescere bene le piante ti dà una grossa soddisfazione personale. E poi la odori, la fumi e sei soddisfatto. Ma ci sono anche i riconoscimenti del resto del mondo, le cannabis cup, i premi, i successi e quando stringi una coppa fra le mani ti senti come un campione del mondo.

OnAir: Come imprenditore nel campo dei semi di Cannabis, come guardi all’acceso dibattito sul DIRITTO di CANAPA in corso in vari paesi (USA, Canada, Italia, solo per citarne alcuni) e quale l’ETICA aziendale che ParadiseSeeds è impegnata a portare avanti?

Luc: Cerchiamo di promuovere vari eventi e manifestazioni che contribuiscono alla conoscenza degli effetti medicali della cannabis, abbiamo avviato dei programmi di collaborazione per la produzione legale di cannabis medicale nei paesi dove questa è consentita come il Canada, l’Uruguay, il Cile. Ovunque ci siano iniziative a favore della conoscenza della Cannabis, noi siamo presenti.

Stiamo lavorando per avere una licenza per avere un coffee shop in Olanda perché c’è troppa quantità di erba illegale che va a finire nei coffee shop e questo non piace al governo. In futuro anche in Olanda tutta la coltivazione sarà regolamentata, penso che da un lato sia un bene perché si toglieranno risorse alla criminalità, ma d’altro canto, preferirei che ci fosse libertà per i piccoli coltivatori locali.

OnAir: Luc, di te ci fidiamo sino in fondo, dimmi: secondo te c’è il rischio che i grandi colossi del Bio-Tech (tipo MONSANTO, n.d.r.) si avventino su quello che per loro potrebbe essere uno sterminato campo di profitto?E qual è la tua visione dello scenario internazionale rispetto a questi possibili processi?

Luc: Il pericolo è reale, è ovvio che ci siano molti interessi rivolti alla possibilità di acquisire diritti (brevetti) su particolari modificazioni genetiche (pattern genetici). Naturalmente al momento ciò sarebbe illegale per quanto riguarda la Cannabis, ma in futuro sempre più compagnie saranno interessate a questo.

Gli usi della Cannabis sono molteplici, e per ognuno di questi si inventeranno un modo per fare profitti, faranno tavolette, polverine, capsule, faranno qualunque cosa per il loro utile. E’ un’industria da miliardi e miliardi di euro.

La gente di tutto il mondo inizia a scoprire le straordinarie proprietà medicinali della Cannabis, e tutte queste compagnie bio-tech sono pronte ad usare tutti i loro mezzi e la loro conoscenza per produrre i loro prodotti “griffati”.

Per questo è importante che il proibizionismo finisca, perché la gente non sia schiava delle pillole e delle compagnie farmaceutiche, ma possa con l’auto-coltivazione avere a disposizione un ampia gamma di prodotti naturali per i diversi usi. Si può ricavare tanta roba dalla pianta di Cannabis: tisane, olio e farina dai semi,  puoi fare la tintura madre, e chiaramente puoi ricavare ottima erba medicale da fumare, puoi fare delle estrazioni di resina (sorride).

E’ come fare il pomodoro nel tuo orto, il pomodoro è molto salutare e puoi ricavarci parecchie cose…La Cannabis è come il pomodoro, solo che le sue potenzialità mediche, farmacologiche, nutritive, industriali, sono molto più elevate.

La gente dovrebbe avere il diritto di coltivare per le proprie necessità e per il proprio piacere e non essere costretta ad andare in farmacia a comprare medicine. Ovviamente chi proprio vuole andare può sempre farlo, ma è importante che ci sia libertà di scelta.

OnAir: Finalmente è tempo di RACCOLTO, il momento in cui si colgono i frutti, o i fiori, del proprio lavoro…Il momento in cui si fa anche il BILANCIO, o la “pesa”, di RISULTATI & SUCCESSI per calibrarsi ulteriormente rispetto agli orizzonti di sviluppo e per implementare alcuni processi di lavorazione…Partiamo dai SUCCESSI: quali sono i traguardi, raggiunti in questo ventennio da Paradise, che consideri più significativi e perché? Come è stata la tua personale “Stairway to Heaven”?

Luc: Premi e riconoscimenti a parte, ogni giorno speso ad occuparmi di Cannabis per me è un gran bel giorno. Ogni giorno è un successo.

Per me rimane un divertimento, una cosa che mi fa stare bene, anche con le persone con cui lavoro, con quelle che incontro.

OGNI GIORNO E’ MAGICO.

GRAZIE LUC!

(stralci dell’intervista a Luc Krol tratta da OnAir NumeroUno)    VAI AI SITO DI PARADISE SEEDS